La giornata di mobilitazione «Italia in piazza» si è chiusa con un bilancio pesante a Milano, dove il corteo contro il caro carburanti e gli stipendi bassi è degenerato in violenti scontri in piazza Duomo. Secondo un primo bilancio, due poliziotti sono stati trasportati d'urgenza in ospedale e si contano 25 feriti complessivi. Le forze dell'ordine hanno eseguito 50 fermi. La manifestazione, che ha coinvolto tredici città italiane, ha visto la partecipazione di oltre cinquemila persone nel solo capoluogo lombardo.
La tensione è esplosa quando il corteo si è bloccato in via Broletto, all'altezza di via San Tomaso. Da qui è partita una fitta sassaiola contro gli agenti in tenuta antisommossa, che hanno risposto con una carica di alleggerimento. Il corteo si è spezzato in due e gruppi di giovani si sono diretti verso via Bossi, danneggiando pensiline dei mezzi pubblici e vetrate ai primi piani di alcuni palazzi storici. Sono state lanciate bombe carta e fuochi pirotecnici, mentre una fotografa sarebbe rimasta ferita lievemente. Gli agenti sono stati costretti a evacuare piazza Duomo.
Un secondo contatto, viso a viso, si è verificato sempre in via Broletto: le forze dell'ordine hanno risposto con una doppia carica breve ma più decisa della precedente. Nel fuggi fuggi alcune persone sono rimaste contuse e diversi tavolini sono stati divelti. Le forze dell'ordine hanno ordinato l'interruzione immediata della manifestazione. Un'auto dei carabinieri è stata devastata e saccheggiata, mentre un negozio in corso Vittorio Emanuele è stato svaligiato. La polizia ha risposto con idranti e cariche.
Quella che doveva essere una protesta pacifica si è trasformata in una giornata di disordini e tensioni, con scene che ricordano quanto sta accadendo in Francia, dove da settimane le proteste studentesche stanno mettendo a ferro e fuoco alcune città. Oltre a Milano, cortei si sono tenuti in altre dodici città italiane, tra cui Torino, Genova, Bologna e Roma, dove la situazione è rimasta sotto controllo. La mobilitazione era stata organizzata per denunciare il costo insostenibile dei carburanti e la stagnazione dei salari, temi che toccano direttamente la vita quotidiana di famiglie e lavoratori.
Le autorità stanno ora valutando le responsabilità dei disordini. I cinquanta fermati dovranno rispondere di reati che vanno dalla resistenza a pubblico ufficiale ai danneggiamenti aggravati. Il questore di Milano ha annunciato che verranno esaminate le immagini delle telecamere di sorveglianza per identificare gli autori delle violenze. La politica cittadina si divide tra chi chiede fermezza contro i violenti e chi accusa le forze dell'ordine di aver gestito male l'ordine pubblico. Il sindaco di Milano ha convocato una riunione del comitato per la sicurezza per fare il punto sulla situazione.
La giornata di sabato 17 ottobre lascia dietro di sé una scia di polemiche e una città ferita. I residenti del centro lamentano danni a negozi e arredi urbani, mentre i commercianti chiedono maggiori tutele. Il bilancio dei feriti, 25 in totale, comprende anche manifestanti e passanti rimasti coinvolti negli scontri. La procura ha aperto un fascicolo per accertare le dinamiche degli incidenti. Nel frattempo, il dibattito pubblico si concentra sulle ragioni della protesta, che affondano le radici in una crisi economica sempre più sentita dalle famiglie italiane.
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