La Procura di Palermo ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo per omissione nei confronti dei genitori di Anna, la bambina di 4 anni morta nella notte di giovedì 20 agosto per difterite nel quartiere Zen del capoluogo siciliano. Gli inquirenti contestano alla coppia la mancata vaccinazione obbligatoria contro la malattia, ritenuta la causa del decesso della piccola. Stessa scelta sarebbe stata compiuta anche per gli altri quattro figli, sulla base della convinzione, ritenuta erronea dagli inquirenti, che il vaccino possa causare l'autismo.
Nel frattempo è stato conferito l'incarico per effettuare l'autopsia sul corpo della bambina, che sarà eseguita dagli esperti dell'istituto di medicina legale del Policlinico su delega della magistratura. La Procura per i minorenni di Palermo ha invece aperto un procedimento civile a tutela dei fratellini di Anna, per valutare la responsabilità genitoriale del papà e della mamma. I magistrati hanno inoltre disposto una verifica sulle scuole materne ed elementari della zona nord della città per accertare la presenza di altri minori non vaccinati. Nei giorni scorsi sono stati ascoltati i medici e la pediatra che ha visitato la bambina.
La mamma di Anna, Manuela Maggio, ha intanto attaccato i sanitari in un post su Facebook, definendoli «incompetenti» e sostenendo che avrebbero «sottovalutato» la situazione quando la bambina «è stata portata diverse volte al pronto soccorso». «Noi genitori non abbiamo scambiato la difterite per tonsillite», ha scritto la donna, rispondendo a chi l'ha accusata di imprudenza. «Il dolore è mio e solo mio, ma vi auguro di non avere a che fare mai con medici incompetenti». Nel messaggio, poi rimosso dopo che il profilo è stato reso privato, la donna ha criticato anche i media: «Ci sono delle indagini in corso, di certo non contro noi genitori». Quindi l'appello: «Fate silenzio: vi auguro di non avere a che fare mai con i medici che hanno distrutto la vita di mia figlia e quella di noi genitori».
La piccola era stata portata la prima volta al pronto soccorso dell'ospedale Cervello alle 22 del 13 agosto con febbre, ipoalimentazione e vomito. Era stata dimessa con la diagnosi di tonsillite essudativa febbrile, con il consiglio di tornare in caso di peggioramento. Due giorni dopo i genitori l'avevano riportata in ospedale «con febbre non responsiva al trattamento, con rifiuto di alimentazione, ipostenia e iporeattività». Nel referto era stato annotato che la bambina non era vaccinata per scelta del padre e della madre. L'indomani era stata intubata per insufficienza respiratoria e trasferita in ambulanza alla terapia intensiva pediatrica dell'ospedale dei Bambini Di Cristina, dove è morta giovedì.
Sono migliorate invece le condizioni del cugino di Anna, anche lui di 4 anni, ricoverato nel reparto di malattie infettive pediatriche. «Ha un po' di mal di gola, di placche, nulla di più rispetto a una sindrome influenzale tipica», ha detto il direttore sanitario dell'azienda sanitaria Civico, Domenico Cipolla, spiegando che il bambino è vaccinato e «la malattia non può evolversi in forme gravi». «I genitori e la famiglia allargata hanno fatto la profilassi antibiotica e tutti si stanno vaccinando», ha aggiunto. Una ventina di componenti del nucleo familiare si sono recati nei centri vaccinali per farsi inoculare il vaccino esavalente. I tre fratelli della vittima avevano ricevuto la prima vaccinazione regolarmente.
Il presidente della società italiana di medicina di emergenza e urgenza pediatrica, Vincenzo Tipo, primario dell'ospedale Santobono di Napoli, ha richiamato l'attenzione sull'importanza dei vaccini: «Quando diminuiscono le coperture vaccinali si ricreano spazi nei quali malattie che avevamo quasi dimenticato possono tornare a colpire». La bambina è morta per l'effetto delle tossine prodotte dal batterio, «come se si fosse avvelenata», ha spiegato Cipolla, precisando che le tossine «sono sostanze proteiche che rimangono all'interno dell'organismo» e non c'è pericolo di contagio da questo punto di vista. L'Asp sta comunque monitorando la diffusione del batterio, che potrebbe avere portatori sani.
