La Procura di Milano ha aperto un fascicolo sulle tensioni che hanno attraversato Rozzano, nel Milanese, dove per due sere consecutive centinaia di persone sono scese in strada dopo l'aggressione a una donna di 40 anni. Al momento risultano due indagati per percosse con l'aggravante dell'odio razziale. Le indagini, condotte dai Carabinieri, non riguardano soltanto i pestaggi e le cosiddette ronde non autorizzate, ma anche il giro dello spaccio di droga nel quartiere e i presunti contrasti per la gestione delle piazze.
Tutto ha origine mercoledì mattina, quando una donna di 40 anni viene strattonata da un marocchino di 24 anni e successivamente soccorsa. L'uomo viene individuato e picchiato da alcuni passanti. La notizia corre rapidamente nel quartiere attraverso il passaparola. La sera circa cento persone scendono in strada. Quello che nasce come raduno spontaneo si trasforma in una ronda non autorizzata. Il 24enne viene nuovamente individuato e malmenato. Un altro cittadino marocchino, che si trovava in stato di ebbrezza, viene a sua volta aggredito. I Carabinieri identificano due persone in relazione a uno degli episodi.
La sera successiva la mobilitazione cresce. Secondo quanto ricostruito, circa duecento persone attraversano il quadrilatero delle case popolari Aler e arrivano davanti al Comune. Molti dei partecipanti respingono la definizione di «ronda». Dicono di essere cittadini esasperati, di volersi riappropriare pacificamente dei propri spazi e di chiedere maggiore sicurezza. Ci sono famiglie, donne, bambini e anche persone che in passato hanno avuto problemi con la giustizia. Le prime due iniziative non erano state autorizzate e sono state caratterizzate da momenti di forte tensione e da aggressioni ai danni di cittadini nordafricani. Una terza manifestazione, autorizzata e pacifica, si è svolta in un clima completamente diverso.
Il punto più delicato dell'inchiesta riguarda il sospetto, riferito dalla stampa, che dietro un'eventuale strumentalizzazione della richiesta di sicurezza possa esserci una lotta contro i pusher stranieri per il controllo delle piazze di spaccio. Gli inquirenti starebbero considerando l'ipotesi che qualcuno abbia interesse a liberare determinate piazze dai gruppi nordafricani e riprendere il controllo del mercato della droga. Si tratta di un'ipotesi investigativa, non di un fatto accertato. Le responsabilità individuali dovranno essere verificate dalla magistratura.
L'assessore alla Polizia locale Domenico Anselmo ha dichiarato che tra i partecipanti c'erano anche persone che avevano sbagliato in passato, ma ha escluso che a guidare la piazza fossero i pregiudicati storici di Rozzano. La presenza di persone con precedenti penali a una manifestazione non costituisce di per sé alcun reato e non dimostra l'esistenza di un progetto criminale. Manifestare pacificamente è un diritto, così come chiedere sicurezza. La giustizia privata, invece, non lo è.
La Procura di Milano ha aperto il fascicolo il 21 settembre. Gli accertamenti dovranno chiarire se le proteste siano state un fenomeno spontaneo di cittadini esasperati o se siano state strumentalizzate da interessi criminali legati allo spaccio. Le indagini sono in corso e ogni responsabilità dovrà essere accertata nelle sedi competenti.
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