Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l'omicidio di Chiara Poggi, potrebbe costituirsi parte civile nel processo contro Andrea Sempio, qualora quest'ultimo venga effettivamente rinviato a giudizio. Lo scenario, indicato come ipotetico ma considerato realistico, è emerso dalle ricostruzioni dei giorni scorsi sulla vicenda giudiziaria di Garlasco, il paese in provincia di Pavia dove il delitto avvenne il 13 agosto 2007. Finora né Stasi né i suoi difensori hanno attaccato pubblicamente Sempio.
Il quadro procedurale è il seguente. L'indagine su Sempio si è chiusa e gli atti sono stati depositati; la difesa ne ha ottenuto copia. La Procura di Pavia chiede il processo per omicidio aggravato di Chiara Poggi e, secondo quanto riportato, cita 21 elementi a carico dell'indagato. Spetta ora al giudice dell'udienza preliminare, Luigi Riganti, decidere se accogliere la richiesta di rinvio a giudizio. Nel fascicolo è coinvolto anche il sostituto procuratore Stefano Civardi.
Il punto giuridico decisivo riguarda la possibilità per Stasi di essere considerato persona offesa. Secondo la giurisprudenza, lo status di parte civile può essere riconosciuto anche al convivente non sposato, purché il legame sia stato lungo e significativo. Tuttavia, per far valere la qualità di vittima in un procedimento contro un altro imputato, Stasi dovrebbe prima ottenere l'annullamento della propria condanna. Per questo i suoi legali, l'avvocato Antonio De Rensis e la collega Giada Bocellari, hanno avviato la richiesta di revisione del processo.
La domanda di revisione sarà presentata alla Corte d'appello di Brescia entro il 20 novembre. Una decisione sull'ammissibilità potrebbe arrivare entro la fine dell'anno, mentre il processo a Sempio potrebbe svolgersi nei mesi di primavera. Il difensore di Sempio, l'avvocato Liborio Cataliotti, non esclude un ricorso alla Corte costituzionale. È inoltre in valutazione l'ipotesi di sospendere il procedimento contro Sempio in attesa dell'esito della revisione della condanna di Stasi.
Sul fronte delle parti private, i genitori di Chiara Poggi non intenderebbero costituirsi parte civile. Il procuratore Fabio Napoleone, nel commentare la situazione, ha fatto riferimento alle iniziative della difesa ancora pendenti. Sempio, da parte sua, ha dichiarato di sperare in un rapido approdo al dibattimento, mentre sulla vicenda è sorta anche una polemica legata a un buono postale da 85mila euro.
La vicenda resta quindi in una fase preliminare: nessuna decisione è stata ancora presa sul rinvio a giudizio di Sempio, e la possibilità che Stasi entri nel processo come parte civile dipende da passaggi giudiziari non ancora conclusi. Gli sviluppi dei prossimi mesi, tra udienza preliminare e revisione davanti alla Corte d'appello di Brescia, diranno se lo scenario si concretizzerà.
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