«Noi andiamo avanti. Norme, uomini, mezzi, risorse. Fino in fondo. Ma così è davvero difficile». Con queste parole la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è intervenuta sulla vicenda della ragazzina di 13 anni violentata in un minimarket a Torino da un negoziante, poi arrestato e scarcerato dopo sole 48 ore. In un post pubblicato sui social, la premier ha espresso «totale solidarietà alla ragazza e alla sua famiglia», sottolineando il paradosso di una catena istituzionale che ha funzionato fino al provvedimento del giudice.

Secondo quanto ricostruito, la vittima era uscita di casa per comprare la merenda ai fratelli. Entrata nel minimarket, ne è uscita «distrutta». L'uomo, un 42enne, è stato arrestato in poche ore con l'accusa di violenza sessuale. Il pubblico ministero aveva chiesto la custodia cautelare in carcere, ma il gip ha disposto la scarcerazione ritenendo l'indagato incensurato, «collaborativo» per aver consegnato le immagini delle telecamere di sorveglianza e «dispiaciuto» per quanto accaduto. Dalle indagini emergerebbe inoltre che l'uomo avrebbe abusato di un'altra donna circa quaranta minuti prima dell'aggressione alla minorenne.

«Le leggi le abbiamo scritte, e sono più severe che mai. Le Forze dell'Ordine hanno fatto il loro dovere, in poche ore, benissimo. La Procura ha chiesto la misura più dura. Tutta la catena ha funzionato. E poi arriva un provvedimento che la spezza in quarantotto ore, e noi non possiamo fare niente, se non inviare gli ispettori del Ministero, che è quello che stiamo facendo», ha scritto Meloni. La premier ha poi rivolto una domanda diretta: «Chi lo spiega a quella famiglia? Chi lo spiega a quel quartiere, che stanotte sa che quell'uomo è di nuovo lì?».

Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che ha disposto l'invio di ispettori per verificare l'operato dell'ufficio giudiziario. La decisione del gip ha sollevato un ampio dibattito sulla gestione dei casi di violenza sessuale e sui criteri adottati per la concessione di misure alternative alla detenzione, in particolare quando l'indagato è accusato di reati gravi contro minori.

La vicenda ha riacceso il confronto politico sulla sicurezza e sulla fiducia delle vittime nel sistema giudiziario. La scarcerazione dell'uomo, tornato nel quartiere di Madonna di Campagna dove si trova il minimarket, ha suscitato sconcerto tra i residenti e sollevato interrogativi sulla valutazione del rischio di reiterazione del reato. La posizione della premier, che pur rivendicando l'azione del governo sottolinea i limiti dell'intervento dell'esecutivo di fronte alle decisioni della magistratura, apre ora un nuovo capitolo nel dibattito pubblico sulla riforma della giustizia e sulle garanzie per le vittime.

Autore

Cronista di politica

Elena Ferraro — cronista di politica, Filo Civico.