Pete Doherty e i Babyshambles sono tornati in Italia dopo dodici anni di assenza. La band indie rock si è esibita mercoledì 7 ottobre all'Orion Arena di Ciampino, alle porte di Roma, e giovedì 8 ottobre all'Alcatraz di Milano, per le uniche due date italiane del tour. L'occasione è la presentazione di 'Live at KOKO', il nuovo album registrato nel dicembre 2025 al club KOKO di Londra e pubblicato lo scorso 7 agosto.
Sul palco, Doherty ha esordito con un «We have been missing from Italy for a while», prima di riabbracciare il pubblico come se il tempo non fosse passato. Con lui la formazione storica dei Babyshambles: Mick Whitnall alla chitarra, Drew McConnell al basso e Adam Ficek alla batteria. La scaletta ha ripercorso ventitré anni di carriera, alternando brani ad alta energia come 'Delivery', 'You Talk' e 'Fuck Forever' a momenti più raccolti, come la ballad 'Albion', che tratteggia un ritratto malinconico e disincantato dell'Inghilterra contemporanea.
Il concerto ha incluso anche pezzi come 'Killamangiro', 'I Wish', 'Sedative', 'Beg Steal or Borrow', 'There She Goes', 'La Belle et la Bête', 'Back from the Dead', 'Carry On Up the Morning', 'A Day Out in New Brighton', '8 Dead Boys', 'Baddies Boogie', 'Lost Art of Murder', 'Side of the Road', 'Man Who Came to Stay' e 'Pipedown'. Al termine dell'esibizione, Doherty ha lanciato sul pubblico plettri, bacchette della batteria e copie della scaletta, prima di concedersi a qualche chiacchiera con i presenti.
Nel corso dell'incontro, il frontman ha ripercorso la storia dei Babyshambles, nati nel 2003. Il nome della band, ha raccontato, deriva dal Babycham, un sidro di pere frizzante molto noto nel Regno Unito, e da un soprannome che gli fu dato da Tabitha Denholm, una delle due DJ conosciute come 'The Queens of Noize', di cui era innamorato alla fine degli anni Novanta. Prima dei Babyshambles, nel 1997 a Londra, Doherty aveva fondato i Libertines insieme all'amico Carl Barât. La separazione è arrivata nel 2004, quando i suoi problemi con la droga hanno messo in crisi il gruppo. Dopo un periodo in cui i due portavano avanti progetti diversi — Barât con i Dirty Pretty Things e Doherty con i Babyshambles — la riappacificazione è arrivata nel 2009, con la reunion dei Libertines. Doherty ha però scelto di continuare anche con i Babyshambles, mentre Barât no.
Il musicista ha anche parlato di 'On Strap', la fanzine fondata nel gennaio 2025 e disponibile solo in formato cartaceo, non digitale né sui social. La pubblicazione dà spazio allo 'stream of consciousness', a band sconosciute e a chiunque creda nel potere delle parole scritte: recensioni, vignette, sogni e cruciverba. Il quinto numero è stato stampato di recente e viene venduto esclusivamente durante i tour, a 10 sterline.
Alla domanda se si consideri un 'poeta contemporaneo', Doherty ha risposto con cautela: «Non so se sono davvero un 'poeta contemporaneo', ma cerco di fare del mio meglio». Una definizione che arriva dopo anni in cui la sua figura è stata associata più agli eccessi — dalle assenze ai concerti alla turbolenta relazione con la top model Kate Moss, seguita ossessivamente dai tabloid britannici — che alla musica. A 47 anni, il frontman sembra aver lasciato alle spalle quella fase, e il nuovo progetto discografico lo dimostra.
Le due date italiane hanno rappresentato un ritorno atteso per i fan, in location quasi intime come l'Orion Arena e l'Alcatraz. La scaletta di 'Live at KOKO' celebra la storia della band indie rock, riproponendo dal vivo i brani che l'hanno consacrata. Un ritorno che, a giudicare dalla risposta del pubblico, ha confermato il legame tra Doherty e l'Italia, rimasto intatto nonostante i dodici anni di distanza dall'ultima esibizione nel Paese.
2
