Le preoccupazioni economiche e le tensioni nelle relazioni personali non si fermano quando si dorme. Un nuovo studio suggerisce che livelli più elevati di stress nella vita quotidiana sono associati a emozioni più negative nei sogni, con un legame particolarmente forte per le difficoltà finanziarie e i conflitti con partner, familiari e amici.

La ricerca, pubblicata sulla rivista Dreaming dell'American Psychological Association, è stata condotta da Jonas Mathes della SRH University Heidelberg insieme a Eileen Hizal-Keul e Nadia Sosnowsky-Waschek. Gli studiosi hanno analizzato il rapporto tra stress vissuto durante il giorno, strategie utilizzate per affrontarlo e contenuto emotivo dei sogni.

Allo studio hanno partecipato 65 persone tra i 17 e i 61 anni, in maggioranza donne e studenti. Prima dell'esperimento i volontari hanno compilato un questionario sulle principali fonti di stress nella loro vita, indicando tra l'altro problemi economici, pressioni legate al lavoro o allo studio, salute e difficoltà nelle relazioni personali. Per le due settimane successive hanno tenuto un diario online dei sogni. Ogni mattina dovevano indicare se ricordavano ciò che avevano sognato e valutare l'intensità delle emozioni provate durante il sonno, tra cui paura, tristezza, rabbia, disgusto, disprezzo, gioia e sorpresa.

In totale sono stati raccolti 276 sogni. Nel 39% dei racconti sono comparse emozioni negative come paura, tristezza, rabbia, disgusto o disprezzo. Circa l'11% dei sogni è stato invece classificato dagli stessi partecipanti come un incubo. Tra le emozioni registrate più frequentemente figuravano comunque anche sorpresa e gioia.

Mettendo a confronto i questionari iniziali con i diari, i ricercatori hanno osservato che le persone che riportavano livelli maggiori di stress nella vita quotidiana tendevano anche a sperimentare emozioni negative più intense nei sogni. Tra le diverse fonti di preoccupazione, quelle maggiormente associate ai sogni negativi riguardavano soprattutto i rapporti con famiglia, amici e partner e i problemi finanziari, compresi i debiti.

I risultati sono coerenti con la cosiddetta «ipotesi della continuità», secondo la quale esperienze, emozioni e preoccupazioni della vita da svegli tendono in parte a riemergere durante il sonno. Non significa necessariamente che nei sogni vengano riprodotte le stesse situazioni vissute durante il giorno, ma che il loro contenuto emotivo possa lasciare una traccia.

I ricercatori hanno analizzato anche il ruolo delle strategie utilizzate per gestire lo stress. L'ipotesi era che comportamenti considerati adattivi, come cercare il sostegno degli altri o concentrarsi su pensieri positivi, potessero ridurre le emozioni negative nei sogni, mentre strategie meno salutari potessero accentuarle. I dati, però, non hanno mostrato un effetto statisticamente significativo. Chi ricorreva più spesso al sostegno sociale o al pensiero positivo non riportava necessariamente sogni meno negativi. Allo stesso modo, nel campione analizzato, l'uso di alcol o sigarette come risposta allo stress non era associato a un aumento significativo delle emozioni negative durante il sonno.

Lo studio presenta comunque diversi limiti. Il campione è relativamente piccolo e composto soprattutto da giovani e studenti, mentre i sogni sono stati ricostruiti sulla base dei ricordi dei partecipanti al risveglio. Anche la valutazione delle strategie meno adattive era limitata essenzialmente al consumo di alcol e sigarette, senza includere altri comportamenti come isolamento sociale o eccessi alimentari.

I risultati quindi non dimostrano che lo stress economico o relazionale provochi direttamente brutti sogni, ma mostrano una relazione tra il disagio sperimentato durante la veglia e il tono emotivo della vita onirica. Gli autori indicano la necessità di studi più ampi e più lunghi, anche su persone sottoposte a livelli elevati di stress o che soffrono frequentemente di incubi.

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Autore

Redattore economia

Marco Bellini — redattore economia, Filo Civico.