Il futuro dell'agricoltura passa dallo spazio. È la tesi al centro del convegno «Dallo spazio al campo. Dati telerilevati per un'agricoltura innovativa, sostenibile e competitiva», promosso da Confagricoltura nell'ambito di Bex–Beyond Exploration Expo, la fiera della space economy in corso a Rimini. Esperti del mondo associativo, imprenditoriale, universitario, della pubblica amministrazione e dell'ecosistema aerospaziale si sono confrontati su come trasformare le informazioni raccolte da satelliti, droni e sensori in decisioni operative per aumentare la sicurezza alimentare e la produttività delle imprese agricole.
Il punto di partenza è una fotografia ancora parziale dell'adozione tecnologica nel settore primario. Solo il 10% della superficie agricola italiana è gestita con tecniche di «precision farming», basate sull'impiego di dati telerilevati e di tecnologie derivate dai programmi spaziali. Una quota contenuta, che però indica un potenziale di crescita rilevante. Nel mercato dell'osservazione della Terra, l'agricoltura rappresenta uno dei comparti più dinamici, con un ritorno economico significativo. Secondo i dati dell'Agenzia spaziale europea, ogni euro investito in tecnologie satellitari può generare fino a 11 euro di valore lungo l'intera filiera agroalimentare.
Il convegno ha messo a confronto competenze diverse per individuare le condizioni necessarie a diffondere queste pratiche su scala più ampia. L'obiettivo è rendere le imprese agricole più competitive e sostenibili, migliorando l'efficienza nell'uso delle risorse e la capacità di risposta alle sfide climatiche e produttive. Le informazioni raccolte dall'alto consentono infatti di monitorare lo stato delle colture, ottimizzare irrigazione e fertilizzanti e pianificare gli interventi con maggiore precisione.
Il tema si inserisce in un quadro più ampio di innovazione del sistema agroalimentare italiano, che vede moltiplicarsi le iniziative di formazione e ricerca applicata. Nei giorni scorsi è stata presentata a Jolanda di Savoia, nel ferrarese, IASA – Institute of Advanced Science for Agriculture, la prima scuola internazionale di dottorato e centro di ricerca interamente dedicato ai sistemi agroalimentari, istituita dal ministero dell'Università e della Ricerca e promossa da BF Spa. La struttura, con status di Scuola universitaria superiore a ordinamento speciale, punta a formare ricercatori e professionisti capaci di guidare programmi di innovazione nel settore, con un approccio interdisciplinare che integra agri-business e agri-tech.
Il campus di Jolanda di Savoia, immerso nel polo agro-zootecnico industriale del gruppo, dispone di un'azienda agraria sperimentale di oltre 5.000 ettari e opera come un living lab, offrendo un modello formativo che unisce aula e campo. Il primo dottorato in Advanced Sciences for Agrifood Systems, in partenza a novembre, prevede 22 posti, di cui 12 con borsa di studio, 8 riservati a candidati provenienti da paesi africani, e 10 di dottorato industriale. La missione della scuola è coerente con la strategia internazionale di BF e con gli indirizzi del Piano Mattei per la formazione e la cooperazione, con un focus particolare sull'Africa.
L'insieme di queste iniziative conferma come l'innovazione tecnologica e la formazione avanzata siano considerate leve strategiche per affrontare le sfide globali della sicurezza alimentare, del cambiamento climatico e della resilienza delle filiere. La diffusione del precision farming, ancora limitata al 10% della superficie agricola nazionale, rappresenta uno dei terreni su cui misurare la capacità del sistema Paese di tradurre le potenzialità offerte dallo spazio in vantaggi concreti per le imprese e per i consumatori.
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