Dieci imprese italiane specializzate in macchinari, impianti e tecnologie per la fonderia e la lavorazione dei metalli parteciperanno a una missione commerciale a Casablanca dal 9 all'11 settembre. L'iniziativa, organizzata dall'Agenzia Ice insieme all'ambasciata d'Italia in Marocco e all'Associazione italiana fornitori fonderie (Amafond), si svolgerà nell'ambito del Salone internazionale delle tecnologie produttive della città marocchina.
L'obiettivo della missione va oltre la semplice vendita di attrezzature. Le imprese italiane cercano di sviluppare collaborazioni industriali durature con operatori locali, attraverso trasferimenti di tecnologia, accordi di licenza, formazione del personale e, in prospettiva, la costituzione di società comuni. Il programma prevede incontri B2B e visite tecniche presso alcune fonderie marocchine, per individuare direttamente le esigenze degli operatori e le soluzioni che potrebbero essere integrate negli impianti locali.
La missione si inserisce nella progressiva crescita industriale del Marocco. Automobile, aeronautica, settore ferroviario, energia, agroalimentare e costruzioni sono comparti che utilizzano grandi quantità di componenti metallici e rappresentano quindi potenziali mercati per le tecnologie italiane. «Le nostre imprese non si presentano più come semplici fornitori di attrezzature, ma come veri partner tecnologici della modernizzazione marocchina», ha spiegato Luigi D'Aprea, direttore dell'ufficio Ice di Casablanca, alla rivista «Industrie du Maroc».
L'offerta che sarà presentata a Casablanca comprende forni industriali, impianti per la fusione dei metalli ferrosi e non ferrosi, sistemi di formatura e colata, macchine per la pressofusione, stampi e materiali ausiliari. Spazio anche all'automazione robotizzata, al controllo digitale della produzione, alla riduzione dei consumi energetici, al recupero dei materiali e all'abbattimento delle emissioni. L'obiettivo è sviluppare catene del valore comuni e radicare nel Regno una parte del know-how industriale italiano.
La cooperazione risponde inoltre all'obiettivo del Marocco di aumentare progressivamente il contenuto locale della propria produzione industriale. Lo sviluppo delle risorse minerarie potrebbe aprire ulteriori opportunità, a partire dal rame di Tizert, nella provincia di Taroudant, potenzialmente destinato ad alimentare attività di trasformazione collegate all'elettromobilità e ai sistemi di accumulo dell'energia.
Per l'industria italiana della fonderia, fortemente orientata verso i mercati internazionali, il Marocco rappresenta un mercato di particolare interesse. Amafond riunisce circa 90 imprese, responsabili di quasi l'85 per cento della produzione italiana del comparto e con una quota di export pari a circa il 75 per cento. La missione di Casablanca si inserisce così in una strategia più ampia rivolta ai mercati industriali africani in crescita.
I rapporti economici tra Roma e Rabat offrono già una base consistente. Nel 2025 l'interscambio bilaterale ha raggiunto 4,75 miliardi di euro. Le esportazioni italiane sono aumentate dell'8,1 per cento, sfiorando i tre miliardi, mentre quelle marocchine verso l'Italia si sono attestate a 1,76 miliardi. I soli macchinari e apparecchi italiani valgono 516 milioni di euro, pari al 17,2 per cento dell'intero export verso il Regno. Considerando anche altre attrezzature e i servizi di ingegneria, le tecnologie industriali rappresentano circa il 30 per cento delle forniture italiane.
In Marocco operano inoltre circa 200 imprese italiane, con oltre 13.800 addetti. La missione di settembre punta ora ad ampliare questa presenza, cercando di far evolvere una relazione prevalentemente commerciale verso partnership industriali più integrate, nelle quali tecnologia italiana e capacità produttiva marocchina possano svilupparsi congiuntamente.
