Il Cremlino ha confermato che il direttore della Cia, John Ratcliffe, si è recato a Mosca per alcune ore per colloqui con esponenti dell'intelligence di Stati Uniti e Russia. Lo ha dichiarato al Washington Post il portavoce del presidente russo Vladimir Putin, Dmitry Peskov, precisando che il viaggio era finalizzato a «contatti tra i servizi di sicurezza», senza fornire ulteriori dettagli sulla missione, che al momento non è stata ancora ufficializzata da Washington.

Secondo quanto ricostruito dai media, Ratcliffe sarebbe arrivato nella capitale russa a bordo di un Boeing C-17 Globemaster partito dalla base americana di Camp Springs, con una tappa in Lettonia il 23 agosto prima di raggiungere Mosca. Il convoglio di automobili con targa diplomatica, scortato dalla polizia russa, si sarebbe diretto verso il centro della città, e il velivolo sarebbe ripartito poche ore dopo. La visita rappresenta un nuovo canale di contatto diretto tra i servizi di sicurezza dei due Paesi, in un momento di forte tensione internazionale.

La Cia ha già svolto un ruolo centrale nei recenti scambi di detenuti tra Stati Uniti e Russia. Tra questi, il rilascio nell'aprile 2025 di Ksenia Karelina, cittadina con doppia cittadinanza statunitense e russa, il cui caso è stato negoziato personalmente da Ratcliffe. L'agenzia è stata inoltre coinvolta nello scambio di prigionieri del 2024 che ha portato alla liberazione del giornalista del Wall Street Journal Evan Gershkovich e del veterano dei Marines Paul Whelan. In passato, l'ex direttore della Cia William Burns si era recato a Mosca nel novembre 2021, dove aveva incontrato alti funzionari russi e parlato direttamente con Putin per metterlo in guardia contro un'invasione dell'Ucraina.

Sul fronte del conflitto, la commissaria russa per i diritti umani, Yana Lantratova, ha dichiarato all'agenzia Tass che Mosca e Kiev stanno lavorando a uno scambio di soldati «abbastanza ampio». «Ci stiamo preparando per un altro scambio piuttosto consistente, con le liste in fase di accordo», ha precisato, senza fornire dettagli sui numeri o sulle tempistiche dell'operazione.

Intanto torna alla ribalta l'ex ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov, la cui rimozione, decisa dal presidente Volodymyr Zelensky, ha suscitato forti proteste nelle scorse settimane. In un'intervista alla Reuters, Fedorov ha spiegato perché l'Ucraina stia lentamente perdendo la guerra contro la Russia, in quella che appare come una candidatura indiretta per il dopo-Zelensky. Il giovane riformista, artefice della strategia ucraina di attacchi su lunga distanza con droni, ha affermato che il Paese ha a disposizione diversi mesi per prendere le decisioni chiave necessarie a ribaltare la situazione a proprio favore.

Fedorov ha accusato l'attuale governo di non avere una visione d'insieme su come vincere il conflitto e di non essere capace di innovare, attaccando la corruzione radicata, le reti clientelari e la mancanza di indipendenza politica nelle istituzioni governative. «Credo che ora ci troviamo a un punto di svolta che determinerà la nostra traiettoria futura, ma sembra che stiamo gradualmente, lentamente perdendo», ha affermato, aggiungendo che il Paese ha ancora «ogni possibilità» di vincere ma ha urgente bisogno di un piano per porre fine alla guerra. L'ufficio presidenziale ucraino ha replicato che Fedorov si era espresso positivamente sulla condotta bellica di Kiev quando era ancora ministro.

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Cronaca e giustizia

Giulia Sanna — cronaca e giustizia, Filo Civico.