La polizia indiana ha arrestato Abhijeet Dipke, leader del movimento di protesta noto come Cockroach Janta Party (CJP), alla vigilia di una grande manifestazione non autorizzata contro la Commissione Elettorale. Lo ha reso noto lo stesso movimento, precisando che Dipke e altri due esponenti, Saurav Das e Ashutosh Ranka, sono stati fermati poco prima che scendessero dall'aereo partito da Mumbai e atterrato a Nuova Delhi.

L'attivista ha trasmesso il momento dell'arresto in diretta su Instagram, chiedendo agli ufficiali di attendere che i passeggeri scendessero dal velivolo prima di trattenerli. «Venite ad arrestarci, non abbiamo paura», ha detto Dipke nel filmato. L'episodio si è verificato poche ore prima della protesta convocata a Jantar Mantar, nel centro della capitale, per chiedere le dimissioni del capo della Commissione Elettorale, Gyanesh Kumar.

Secondo i media locali, più di 400 persone sospettate di aver partecipato alla mobilitazione sono state arrestate durante la notte in diverse parti di Nuova Delhi. Le autorità hanno chiuso gli ingressi di 45 stazioni della metropolitana e hanno sospeso i servizi internet mobili per 24 ore in una parte del centro cittadino. Le Ferrovie Indiane hanno inoltre cancellato 245 treni da e per la capitale, compresi i servizi a lunga percorrenza, in una delle più grandi misure preventive adottate di recente in risposta a una protesta.

Il movimento degli «Scarafaggi», punta di diamante della rivolta studentesca in India, accusa Kumar di essere responsabile della rimozione di 130 milioni di nomi dalle liste elettorali durante una revisione speciale. Avviata l'anno scorso, l'operazione mirava a eliminare duplicati, defunti e casi di frode. I critici sostengono però che l'iniziativa escluda in via prioritaria le minoranze, in particolare i musulmani, e le fasce più vulnerabili della popolazione, a vantaggio del Bharatiya Janata Party del primo ministro Narendra Modi. La Commissione Elettorale ha smentito qualsiasi irregolarità nella procedura di revisione.

Le misure restrittive sono arrivate nonostante l'intervento della Corte Suprema, che aveva chiesto di evitare un'interruzione diffusa dei servizi metropolitani e ferroviari e di agire in modo proporzionato alla situazione sul campo. Il CJP ha comunque annunciato che la protesta continuerà nonostante gli arresti.

Il movimento aveva acquisito notorietà nazionale a luglio, quando aveva guidato proteste di massa per presunte irregolarità negli esami pubblici, culminate con le dimissioni dell'allora ministro dell'Istruzione. Da allora il CJP è diventato uno dei principali riferimenti della mobilitazione studentesca nel Paese.

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Esteri e sport

Davide Orsini — esteri e sport, Filo Civico.