L'Italia resta al fianco dell'Ucraina e considera le minacce ibride russe una minaccia diretta alla sicurezza europea. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenendo al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, dove ha chiesto a Mosca un impegno serio nei negoziati per porre fine al conflitto.

Nel suo intervento Tajani ha ribadito la posizione italiana: sostegno a Kiev e necessità di una pace giusta e duratura, raggiunta attraverso un negoziato credibile. Il titolare della Farnesina ha posto l'accento sulle cosiddette minacce ibride, cioè l'insieme di azioni militari, informatiche, energetiche e di disinformazione che la Russia porta avanti anche al di fuori del campo di battaglia e che, secondo il ministro, mettono in pericolo la stabilità dell'intero continente europeo.

La posizione italiana arriva nello stesso giorno in cui il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, parlando davanti allo stesso Consiglio di Sicurezza, ha dichiarato che Mosca è pronta a negoziare per una «pace duratura e giusta», come confermato più volte dal presidente Vladimir Putin. Lavrov ha però precisato che la Russia non intende sospendere quella che definisce «operazione militare speciale» durante eventuali trattative, in qualsiasi forma si svolgano. Il capo della diplomazia russa ha accusato l'Europa di voler approfittare di una tregua per «inondare di armi il regime di Kiev», sostenendo che l'obiettivo occidentale sarebbe rifornire gli arsenali ucraini ormai esauriti.

Le due posizioni, espresse nella stessa sede e a poca distanza, delineano un quadro negoziale ancora bloccato. Da un lato l'Italia e i partner europei chiedono a Mosca di dimostrare con i fatti la volontà di trattare; dall'altro la Russia subordina qualsiasi dialogo alla continuazione delle operazioni militari, escludendo di fatto una pausa nei combattimenti. Il conflitto, iniziato oltre quattro anni fa, prosegue senza segnali di sospensione.

Per l'Italia la questione non riguarda solo la politica estera. Le minacce ibride russe — attacchi informatici, sabotaggi, pressioni sulle forniture energetiche e campagne di disinformazione — incidono direttamente sulla sicurezza nazionale e sulla vita dei cittadini. È il motivo per cui il governo italiano insiste sulla necessità di mantenere compatto il fronte europeo e atlantico, sia sul piano militare sia su quello della cybersicurezza e della protezione delle infrastrutture critiche.

Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu resta il luogo in cui le posizioni delle due parti vengono messe a confronto davanti alla comunità internazionale. L'intervento di Tajani conferma la linea già espressa in altre sedi dal governo italiano: sostegno a Kiev, sanzioni a Mosca e apertura a un negoziato che rispetti la sovranità ucraina. La dichiarazione di Lavrov, dal canto suo, ridimensiona le aspettative di una tregua imminente e conferma che la strada verso un cessate il fuoco resta lunga.

Nei prossimi mesi il nodo principale sarà proprio la disponibilità russa a sospendere le operazioni durante i colloqui. Finché Mosca escluderà questa possibilità, qualsiasi trattativa rischia di trasformarsi in un semplice scambio di accuse. Per l'Italia e per l'Europa la posta in gioco è duplice: fermare la guerra in Ucraina e proteggere la sicurezza del continente dalle minacce ibride che, secondo Tajani, sono già in atto.

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Autore

Cronaca e giustizia

Giulia Sanna — cronaca e giustizia, Filo Civico.