L'Iran è disposto a riaprire lo Stretto di Hormuz entro sette giorni se gli Stati Uniti allenteranno la pressione militare e revocheranno il blocco imposto ai porti iraniani. La condizione è stata resa nota da un alto funzionario di Teheran all'agenzia Reuters, secondo cui la delegazione iraniana presente all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha piena autorità per riprendere i negoziati diplomatici con i funzionari statunitensi.

La dichiarazione arriva mentre i leader del Golfo Persico si preparano a incontrare il presidente americano Donald Trump a New York, a margine dell'assemblea generale dell'Onu. Secondo quanto riferito da Bloomberg, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Kuwait, Bahrein e Oman hanno coordinato una posizione unitaria prima della riunione. Tutti i Paesi della regione ritengono che la guerra, che ha avuto conseguenze devastanti sull'economia dell'area, debba finire e chiederanno a Trump di evitare un'ulteriore escalation in Iran.

Sul fronte diplomatico, la Francia sta lavorando a una nuova risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per sbloccare lo Stretto di Hormuz. Una fonte diplomatica ha spiegato che Parigi intende collaborare con gli Stati Uniti e i propri partner per garantire la libertà di navigazione nello Stretto. Lo scorso aprile, Russia e Cina avevano posto il veto su una bozza di risoluzione promossa dal Bahrein e sostenuta dai Paesi del Golfo e dagli Stati Uniti, che chiedeva già lo sblocco della via d'acqua.

Intanto, i ministri degli Esteri del G7 hanno lanciato un ultimatum agli Houthi nello Yemen, chiedendo loro di cessare immediatamente tutte le azioni militari, le minacce e gli attacchi contro il trasporto marittimo. In un comunicato diffuso a margine dell'Assemblea generale dell'Onu, i ministri hanno definito le azioni dei ribelli «riprovevoli» e hanno avvertito che delineano «una pericolosa traiettoria di escalation che rischia di esacerbare ulteriormente il conflitto, di compromettere il commercio internazionale e di generare instabilità economica su scala globale». Il G7 ha ribadito «la necessità assoluta di garantire una sicurezza marittima permanente, nonché i diritti e le libertà di navigazione in tutto il mondo».

Nel comunicato, i ministri degli Esteri hanno inoltre esortato l'Iran a porre fine alla fornitura di armi e al sostegno ai ribelli sciiti. La posizione del G7 si aggiunge alle pressioni diplomatiche internazionali per una de-escalation nella regione, dove la chiusura dello Stretto di Hormuz continua a pesare sui traffici commerciali e sull'approvvigionamento energetico globale.

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Cronaca e giustizia

Giulia Sanna — cronaca e giustizia, Filo Civico.