Donald Trump ha messo in dubbio la regolarità del voto di metà mandato, dopo la sconfitta del Partito Repubblicano che ha consegnato ai Democratici il controllo della Camera e del Senato. Nelle stesse ore la Borsa di New York ha chiuso in forte ribasso, e il presidente ha attribuito la responsabilità del crollo ai suoi avversari politici.

Sul fronte dei mercati, il Nasdaq ha perso il 5,52 per cento in una sola seduta, mentre l'indice S&P 500 è sceso del 4,36 per cento e il Dow Jones del 3,44 per cento. I grandi gruppi tecnologici noti come «Magnificent Seven» hanno bruciato in un solo giorno più di mille miliardi di dollari di capitalizzazione. Il calo più marcato è stato quello di Tesla, con il 10,8 per cento, seguito da Nvidia, in flessione del 9,3 per cento.

Secondo gli analisti, il ribasso è legato ai timori per l'espansione dei data center dedicati all'intelligenza artificiale. Una delle ipotesi circolate tra gli operatori è che un Congresso a guida democratica possa introdurre norme più stringenti sulla costruzione e sul funzionamento di questi impianti, che incontrano già l'opposizione locale di elettori di entrambi i partiti. Trump, però, ha respinto questa lettura e ha scaricato sui Democratici la responsabilità della caduta dei titoli.

Sul voto, il presidente ha evocato brogli senza fornire elementi a sostegno delle sue affermazioni. In un'intervista al New York Times ha tuttavia dichiarato che avrebbe accettato il risultato e lavorato con il Congresso, un passaggio che segna un tono diverso rispetto alle accuse pubbliche. Il quadro politico che emerge dalle elezioni di metà mandato è quello di un presidente indebolito, con i Democratici pronti ad avviare inchieste parlamentari sugli affari del presidente.

Il dopo voto ha portato anche tensioni dentro il campo repubblicano. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth è finito sotto attacco da parte di esponenti del suo stesso partito. Hegseth ha respinto l'ipotesi di dimettersi, mentre contro di lui sono state presentate mozioni di impeachment. Il senatore Marco Rubio ha dichiarato di lavorare con il presidente e di sostenere J.D. Vance qualora decidesse di candidarsi. Tra i fattori che i critici di Trump citano per spiegare la sconfitta figurano la guerra in Iran, l'inflazione e il costo della vita.

Sul versante internazionale, la First Lady Melania Trump ha consegnato lettere al presidente ucraino Volodymyr Zelensky e al presidente russo Vladimir Putin, dopo tregua nella zona di Oleshky, in vigore dal 27 ottobre al 1 novembre 2026. Sul piano interno, una giudice federale, Tanya Chutkan, ha bloccato per due settimane la costruzione dell'arco di Trump a Washington, in attesa che la corte esamini i ricorsi presentati contro il progetto.

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Redattore economia

Marco Bellini — redattore economia, Filo Civico.