La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha aperto alla Comunità di San Patrignano, a Coriano, i lavori della riunione internazionale di alto livello della Coalizione europea contro le droghe (ECAD), dedicata alla prevenzione delle dipendenze e al recupero. Nel suo intervento la premier ha ricordato che la coalizione, proposta da Italia e Francia a Copenaghen poco più di un anno fa, conta oggi 35 nazioni e lavora su tre direttrici: la lotta ai traffici, l'aggressione ai patrimoni dei trafficanti e le politiche di prevenzione, cura e recupero.
«La droga rende schiavi e gli schiavi non sono liberi», ha detto Meloni. «Abbiamo il dovere di mettere in campo tutta la nostra determinazione per combattere ogni droga e per stroncare quei traffici illegali che alimentano le dipendenze e rendono schiave le persone per soldi». La premier ha ricostruito il percorso della coalizione: nata a Copenaghen come piattaforma operativa e non come semplice dichiarazione di intenti, si è ritrovata sei mesi fa a Yerevan, in Armenia, per definire le linee di intervento. «La risposta dei nostri partner è stata molto incoraggiante e oggi la coalizione può contare sull'adesione e sul contributo di ben 35 nazioni», ha aggiunto, rivolgendo un saluto al presidente francese Emmanuel Macron.
Il primo fronte è la lotta ai traffici, a partire da quelli via mare, dove passa circa l'80% delle droghe che entrano illegalmente in Europa. Su questo la coalizione ha deciso di rafforzare la sicurezza dei porti, di coordinare meglio la presenza in mare e di contrastare i nuovi mezzi usati dai trafficanti. Il secondo pilastro è l'aggressione ai patrimoni, ispirata all'insegnamento dei magistrati antimafia Giovanni Falcone e Paolo Borsellino: «se puoi sconfiggere un'organizzazione criminale la prima cosa che devi fare è follow the money», ha detto Meloni, indicando l'obiettivo di più sequestri e confische e di una maggiore cooperazione finanziaria, anche sulle criptovalute.
Il terzo pilastro riguarda prevenzione, cura e recupero, ed è il motivo per cui la riunione si tiene a San Patrignano. Secondo la premier «le droghe di oggi sono molto diverse, sono più potenti, più economiche ed accessibili. In alcuni casi anche socialmente accettate». Le sostanze sintetiche cambiano rapidamente e, grazie all'intelligenza artificiale, nuove molecole droganti vengono immesse sul mercato, restando in circolazione prima di essere intercettate dalle forze di polizia e inserite nelle tabelle delle sostanze illecite. Meloni ha poi citato i derivati dalla cannabis, che «alcuni si ostinano irresponsabilmente a definire leggere», ricordando che hanno percentuali di principio attivo Thc in media 30 volte più alte rispetto a qualche decennio fa.
La premier ha definito San Patrignano «una fabbrica di speranza e libertà», una realtà pionieristica e unica, fondata circa cinquant'anni fa da Vincenzo Muccioli. «Recuperare vuol dire riprendere, riconquistare, per i latini significava tornare in possesso di qualcosa perduto o rubato, esattamente quello che accade da circa 50 anni all'interno di questo luogo», ha spiegato. «Sono orgogliosa aver acceso riflettori dell'Europa su questo posto», ha concluso, ringraziando i ragazzi e le ragazze della comunità perché «in questi mesi siete stati ancora più straordinari del solito», garantendo in ogni fase la preparazione dell'evento.
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