Emma Bonino, storica leader radicale e fondatrice di +Europa, è morta a 78 anni. L'annuncio è arrivato dal suo partito, che in una nota ha voluto ricordarla con parole di profondo dolore: «Emma ci ha lasciati ma non ci lascerà mai. Oggi non ci lascia soltanto la nostra leader, ci lascia una delle protagoniste più lucide, coraggiose e libere della storia politica del nostro Paese e del mondo libero».

Bonino era stata ricoverata il 7 settembre scorso in terapia intensiva presso l'ospedale Santo Spirito di Roma. Nella giornata di ieri era stata trasferita in una struttura privata, dopo aver lasciato il reparto di rianimazione. La leader radicale aveva sconfitto un tumore al polmone diagnosticatole nel 2015, una malattia che lei stessa aveva raccontato pubblicamente e dalla quale aveva detto di essere guarita nel 2023.

La scomparsa di Bonino lascia un vuoto profondo nel panorama politico italiano e internazionale. Attivista, parlamentare, ministra e commissaria europea, è stata una figura simbolo delle battaglie per i diritti civili: dal referendum sull'aborto al divorzio, fino alle lotte europeiste. La sua vita, ricorda +Europa, è stata «una lunga lotta contro tutto ciò che nega le libertà: contro l'aborto clandestino, contro la fame nel mondo, contro la partitocrazia, contro l'infibulazione, contro il giustizialismo, contro i genocidi, contro ogni forma di autoritarismo». Ma ancora più numerose sono state le sue battaglie «per la democrazia, per lo Stato di diritto, per la giustizia internazionale, per i diritti e i doveri di ogni persona e ogni famiglia, per l'autodeterminazione delle donne, per la libertà di scegliere, fino alla fine. E per l'Europa unita, democratica e federale: gli Stati Uniti d'Europa».

Il partito ha voluto trasformare il cordoglio in un impegno politico: «Non ci sono parole per descrivere il dolore e il vuoto che proviamo oggi. Da domani proveremo a trovare le parole giuste per trasformare la gratitudine che proviamo per aver potuto lottare al suo fianco nel coraggio di continuare a batterci come ci ha insegnato. Grazie Emma, dal profondo del cuore». Nel testamento politico lasciato attraverso la nota di +Europa, si legge: «Non è importante quante volte occorra perdere prima di riuscire a vincere e conquistare una libertà per tutti».

Il cordoglio ha attraversato tutto l'arco parlamentare. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ricordato Bonino come una «voce forte e riconoscibile». Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha sottolineato che «ci univa un grande sentimento europeista». Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha espresso «sincero dispiacere» per la scomparsa. La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha dichiarato che «l'Ue sentirà la sua mancanza».

Nata a Bra, in provincia di Cuneo, nel 1948, Bonino era stata eletta più volte in Parlamento, sia in Italia che a Strasburgo, e aveva ricoperto l'incarico di ministra degli Esteri nel governo D'Alema e di commissaria europea per la Pesca e poi per gli Aiuti umanitari. La sua attività politica è stata segnata da battaglie referendarie e da una costante attenzione ai temi dei diritti, della giustizia internazionale e dell'integrazione europea. La sua scomparsa arriva in un momento in cui il dibattito politico italiano ed europeo è chiamato a confrontarsi con molte delle questioni che lei aveva posto al centro della propria azione.

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Esteri e sport

Davide Orsini — esteri e sport, Filo Civico.