La corsa alla presidenza della Federcalcio entra nella fase decisiva, ma all'interno della Lega Serie A prevale un clima di forte incertezza. A pochi giorni dalla scadenza per il deposito ufficiale delle candidature, fissata alle 23.59 del 4 novembre, la massima serie appare profondamente spaccata. Né il presidente uscente Giovanni Malagò né Adriano Galliani hanno ancora la certezza di poter contare sugli 11 voti necessari per la candidatura.
A fotografare lo stallo è stata l'ultima riunione informale dei club di Serie A, svoltasi da remoto. Al vertice hanno partecipato 14 società, con le assenze pesanti di Inter, Juventus, Milan, Lazio, Roma e Napoli. L'esito è stato interlocutorio. Secondo quanto riportato, Malagò può contare sul sostegno di Napoli, Roma, Lecce, Bologna e Monza, mentre Galliani raccoglie il favore di Inter, Atalanta, Milan, Como e Genoa. La partita si gioca quindi sulle circa dieci società rimaste ancora indecise.
Galliani, senatore di Forza Italia ed ex amministratore delegato di Milan e Monza, è un profilo di grande esperienza, pur avendo 82 anni. Recentemente è stato tesserato come dirigente accompagnatore per la società dilettantistica milanese Enotria 1908. Diversi club hanno però espresso perplessità su un cambio di rotta così improvviso, considerando che tre settimane fa avevano confermato il sostegno a Malagò. Tra le società, racconta la ricostruzione, circola il dubbio sui motivi che spingerebbero a ritirare l'appoggio a Malagò.
Tra i motivi del malcontento ci sarebbero alcune scelte gestionali prese in autonomia dal presidente uscente, come la nomina di Roberto Mancini a ct della Nazionale e di Diana Bianchedi a capo delegazione. Si aggiungono dinamiche più politiche, che spingono una parte dei presidenti a preferire un profilo di esperienza istituzionale come quello di Galliani.
Malagò, che è anche commissario straordinario del Coni e risulta tesserato come dirigente dell'Aniene calcio a 5, predica calma. Uscendo dal consiglio nazionale del Coni, ha commentato con cautela le voci di spaccatura: «Serie A divisa? Vediamo, ero e sono molto positivo. Diciamo che ci si avvicina alla data della scadenza della presentazione delle candidature. Non ho veramente altro da aggiungere».
La partita potrebbe non chiudersi nemmeno il 4 novembre. Fino all'assemblea elettiva del 14 dicembre gli scenari restano aperti. Il candidato sconfitto in Serie A potrebbe essere riproposto da altre componenti, come la Lega Nazionale Dilettanti guidata da Giancarlo Abete, oppure da associazioni come Aiac e Aic, lasciando l'esito finale aperto fino all'ultimo voto.
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