WhatsApp sta lavorando alla possibilità di programmare l'invio di un messaggio e di annullarlo prima che venga recapitato. La funzione è stata individuata nella versione beta 26.7.10.72 per iOS, distribuita tramite TestFlight, il programma di Apple per il test anticipato delle applicazioni. Al momento non è quindi disponibile per tutti gli utenti, ma il meccanismo è già chiaro: si compone il testo, si scelgono data e ora di consegna e l'app provvede a inviarlo al momento stabilito, anche se il telefono è in tasca o lo schermo è spento.
La programmazione avviene direttamente all'interno della chat, senza app di terze parti né passaggi esterni. È il cambiamento più rilevante rispetto alle soluzioni usate finora da molti utenti, come applicazioni separate, sveglie o note vocali inviate a se stessi, tutte più macchinose e meno affidabili. La funzione risponde a un'esigenza segnalata da anni: poter scrivere un messaggio in un momento comodo e farlo arrivare quando serve davvero, che si tratti di un augurio di compleanno, di un promemoria di lavoro o di una comunicazione da non dimenticare.
Altrettanto importante è la possibilità di annullare l'invio di un messaggio programmato in qualsiasi momento prima della consegna. Nella pratica, spiega il quadro emerso dalla beta, questo mantiene il controllo fino all'ultimo secondo utile: se una riunione viene spostata, il messaggio preparato per un collega può essere cancellato invece di partire comunque e creare confusione. È la stessa logica del pulsante «annulla invio» già presente per i messaggi recapitati, ma applicata prima della spedizione. La combinazione tra programmazione e annullamento rende lo strumento utile sia in ambito professionale, dove i piani cambiano spesso, sia in quello personale, dove capita di scrivere d'istinto e poi ripensarci.
In parallelo al percorso in beta dei messaggi programmati, il 26 maggio 2026 WhatsApp ha rilasciato un aggiornamento con due funzioni concrete: il trasferimento dei dati tra sistemi diversi e nuove opzioni di modifica delle foto direttamente nell'app. Il passaggio da un ecosistema all'altro, per esempio da Android a iOS o viceversa, è storicamente una delle operazioni più problematiche per chi cambia smartphone. Uno strumento integrato nell'app semplifica un processo che fino a poco tempo fa richiedeva applicazioni di terze parti o procedure manuali complesse. Le funzioni di editing fotografico ampliano invece le possibilità di personalizzare le immagini prima di condividerle in chat, riducendo la necessità di uscire dall'applicazione per modificare uno scatto con un altro strumento.
Sul fronte della disponibilità è necessaria precisione, perché la distinzione tra funzione in sviluppo, in beta e disponibile per tutti ha conseguenze concrete per chi vuole usarla oggi. I messaggi programmati sono stati identificati in una versione beta per iOS e non sono garantiti su tutti i dispositivi. Le versioni beta vengono distribuite a un numero limitato di tester attraverso TestFlight e possono contenere funzioni ancora in lavorazione, soggette a modifiche prima del rilascio ufficiale. Chi non partecipa al programma beta non ha accesso automatico alla funzione. Il passaggio alla versione stabile, quella aggiornata automaticamente su App Store o Google Play per tutti, richiede ulteriori fasi di test e un rilascio ufficiale da parte di WhatsApp. Non è ancora confermato quando questo avverrà in modo generalizzato.
Gli scenari in cui la programmazione dei messaggi si rivela più utile sono almeno tre. Il primo riguarda il lavoro asincrono e i fusi orari diversi: chi collabora con colleghi in altri Paesi può scrivere il messaggio nel proprio orario lavorativo e programmarlo per quando l'altro è operativo, evitando notifiche fuori orario. Il secondo riguarda le comunicazioni ricorrenti, come promemoria, aggiornamenti settimanali a un gruppo o messaggi di follow-up dopo una riunione, tutte cose con una cadenza prevedibile che possono essere preparate in anticipo. Il terzo riguarda i messaggi personali con tempistica precisa, come un augurio di buon compleanno a mezzanotte e un minuto, un incoraggiamento prima di un esame o un «in bocca al lupo» per un colloquio. In tutti questi casi la possibilità di annullare l'invio aggiunge un margine di sicurezza che oggi manca.
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