Davide Fontana è stato condannato all'ergastolo per l'omicidio premeditato di Carol Maltesi. La sentenza è arrivata dalla Corte d'assise d'appello di Milano, al termine del sesto processo dedicato al caso. Per Fontana, ex bancario, si tratta della terza condanna all'ergastolo per lo stesso fatto: le due precedenti erano state annullate dalla Cassazione per vizi nella motivazione relativa all'aggravante della premeditazione.

L'omicidio risale alla notte tra il 10 e l'11 gennaio 2022, quando Carol Maltesi, 26 anni, fu uccisa nella sua casa di Rescaldina, in provincia di Milano. Fontana, suo ex fidanzato, la colpì ripetutamente con un martello e poi le tagliò la gola. Successivamente sezionò il corpo e ne abbandonò i pezzi nel Bresciano. Per mesi l'uomo conservò il cadavere in un freezer e, nelle settimane successive al delitto, utilizzò il cellulare della giovane per rispondere ai messaggi di parenti e amici, fingendo di essere lei.

La ricostruzione emersa nei processi ha chiarito che il giorno dell'omicidio i due si erano incontrati per girare un video commissionato dallo stesso Fontana tramite un profilo falso. Nel filmato, la vittima doveva apparire legata e con un cappuccio sulla testa. Carol Maltesi, che produceva contenuti per la piattaforma OnlyFans, fu assassinata al termine di quell'incontro.

Il percorso giudiziario è stato complesso e articolato. Il processo di primo grado, celebrato nel giugno 2023 davanti alla Corte d'assise di Busto Arsizio, si era concluso con una condanna a trent'anni di carcere per omicidio volontario, soppressione e occultamento di cadavere, con l'esclusione di alcune aggravanti. Nel primo processo di appello, nel 2024, la Corte aveva invece riconosciuto le aggravanti della premeditazione e della crudeltà, condannando Fontana all'ergastolo. La Cassazione, tuttavia, aveva annullato quella sentenza, manifestando dubbi sulla sussistenza dell'aggravante della premeditazione. La seconda sentenza di appello aveva confermato l'ergastolo, ma anche questa era stata rigettata dalla Cassazione a febbraio 2026, con il rinvio alla Corte d'assise d'appello di Milano per la terza volta.

La decisione odierna riconosce dunque nuovamente la premeditazione, aggravante che era stata esclusa solo in primo grado. La Corte d'assise d'appello di Milano ha così emesso la terza condanna all'ergastolo nei confronti di Fontana, ponendo fine — salvo ulteriori ricorsi — a una vicenda giudiziaria durata oltre quattro anni.

La sorella di Carol Maltesi, presente in aula, ha commentato la sentenza con poche parole: «Speriamo sia finita». Una reazione che sintetizza la stanchezza di una famiglia che ha attraversato sei processi per ottenere una condanna definitiva. La vicenda ha suscitato ampia attenzione nell'opinione pubblica italiana, non solo per la brutalità del delitto, ma anche per la complessità dell'iter processuale e per i ripetuti annullamenti da parte della Cassazione.

Fontana, che prima del verdetto aveva pronunciato parole di scuse, dovrà ora scontare la pena. La sentenza di oggi rappresenta l'ultimo capitolo di una storia che ha scosso il Paese e che ha riacceso il dibattito sulla violenza di genere e sull'efficacia del sistema giudiziario nei casi di femminicidio.

Autore

Cronista di politica

Elena Ferraro — cronista di politica, Filo Civico.