La Corte dei conti e la Guardia di finanza hanno aperto un fascicolo sulla nomina di Umberto De Gregorio, ex amministratore e direttore generale dell'Eav, l'azienda regionale che gestisce il trasporto pubblico su ferro in Campania. Le Fiamme gialle hanno acquisito i documenti relativi all'incarico ricoperto dal 2018 al 2026, insieme a quello di amministratore. Il sospetto degli inquirenti è che la poltrona sia stata assegnata senza i cinque anni di esperienza da dirigente richiesti dalla legge.

L'indagine, coordinata dal pm Davide Vitale, ha subito un'accelerazione tra giugno e luglio, in coincidenza con l'uscita di De Gregorio dall'Eav e l'arrivo del nuovo direttore generale Pietro Diamantini, nominato dalla Regione. Il cambio al vertice ha portato anche allo stop dei pagamenti ancora dovuti all'ex manager. Palazzo Santa Lucia, sede della presidenza della giunta regionale, prova così a mettere un freno a un possibile danno erariale.

La partita si gioca sui requisiti del curriculum. Non sulla mancata selezione pubblica, già esaminata dai giudici civili, ma sul profilo professionale con cui De Gregorio arrivò ai vertici dell'azienda. Se i cinque anni da dirigente non dovessero risultare, la nomina potrebbe essere dichiarata nulla e gli stipendi percepiti dovrebbero essere restituiti. Le somme non sarebbero irrisorie: il compenso di De Gregorio passò da poco più di 40mila euro a 140mila euro annui quando, nel 2018, aggiunse l'incarico di direttore generale a quello di presidente del consiglio di amministrazione, ruolo che ricopriva dal 2015.

De Gregorio, soprannominato "Mister Ciuf Ciuf" per la sua lunga gestione dei treni campani, respinge le accuse. «Apprendo che la Regione avrebbe bloccato i pagamenti nei miei confronti», ha scritto sui social. «La questione della mia nomina a dg è stata affrontata in questi anni da Anac, giustizia civile e amministrativa. Tutto regolare. Sono fiducioso anche questa volta. Non posso non evidenziare che sono stato nominato dg dal socio Regione, non mi sono auto-nominato».

I precedenti pronunciamenti citati da De Gregorio riguardavano però questioni differenti. L'Anac aveva escluso l'incompatibilità tra le due cariche, mentre la giustizia civile si era occupata dell'assenza della selezione pubblica, definendo temporaneo l'incarico. Nessuno di quei passaggi aveva affrontato nel merito il requisito dell'esperienza quinquennale da dirigente, che ora è al centro dell'accertamento della magistratura contabile.

Sul caso è intervenuto anche Gennaro Sangiuliano, capo dell'opposizione nel Consiglio regionale campano. «I fatti ci danno ragione», ha dichiarato. «Noi avevamo proposto in consiglio regionale una risoluzione che impegnava la nuova governance a perseguire le eventuali responsabilità della precedente, la maggioranza l'ha respinta per coprire sotto il tappeto i disastri del passato». Sangiuliano ha inoltre ricordato che «l'Antitrust, che è un'autorità indipendente, ha certificato la pessima gestione dell'Eav negli ultimi anni».

La vicenda giudiziaria si intreccia con i problemi cronici del trasporto pubblico locale. La Circumvesuviana, gestita dall'Eav, è stata indicata da Legambiente come la peggiore ferrovia italiana nel rapporto Pendolaria 2025, dopo aver perso 13 milioni di passeggeri in dieci anni. Un dato che alimenta il dibattito politico regionale sulla gestione dell'azienda e sulle responsabilità della precedente governance.

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Redattore economia

Marco Bellini — redattore economia, Filo Civico.