«Contro Sempio non c'è assolutamente niente di nuovo». È la posizione ribadita dall'avvocato Liborio Cataliotti, difensore di Andrea Sempio, dopo il nuovo avviso di conclusione delle indagini depositato dalla Procura di Pavia nell'ambito del delitto di Garlasco. Il legale, raggiunto al termine di una giornata di indagini difensive svolte insieme al consulente Aldo Palmegiani, ha confermato la linea già espressa nei giorni scorsi: nessun elemento nuovo collega il suo assistito all'uccisione di Chiara Poggi.

La difesa ha annunciato di aver raccolto tre deposizioni testimoniali, pronte per essere depositate, mentre da altri tre testimoni è ancora in attesa di risposta. Due persone hanno rifiutato di presentarsi e, in caso di udienza, sarà chiesta al giudice la loro convocazione. Cataliotti non ha voluto anticipare il contenuto delle deposizioni, ma ha precisato che insieme a esse verranno depositati nuovi accertamenti tecnici. «Intendiamo utilizzare fino in fondo i venti giorni di tempo che il codice ci assegna per rispondere al nuovo avviso di conclusione delle indagini», ha spiegato.

Il legale ha inoltre chiarito che solo nelle prossime ore la difesa ritirerà l'intera documentazione depositata dalla Procura. «Per ora abbiamo a disposizione solo il comunicato del procuratore Fabio Napoleone e l'indice degli atti che ci verranno consegnati», ha detto, aggiungendo che la lettura delle consulenze dell'accusa potrebbe indurre a svolgere ulteriori attività non previste. Dall'indice, secondo quanto riferito, si deduce che nel fascicolo ci sono le nuove consulenze e 47 nuove intercettazioni ambientali. «Da quanto capisco, su Sempio non c'è assolutamente niente di nuovo. Le novità maggiori non riguardano lui ma la posizione di Alberto Stasi, con cui noi non abbiamo niente a che fare».

Sul piano tecnico, la difesa contesta le conclusioni della Procura. Cataliotti ha ricordato che nell'unico incidente probatorio di questa indagine la genetista Denise Albani ha stabilito che il Dna sulle unghie della vittima non è attribuibile a Sempio. Quanto alla tesi dell'accusa secondo cui le ricostruzioni difensive non sarebbero «ancorate a risultanze scientifiche», il legale ha replicato: «Cosa c'è di scientifico nel dire che il colpevole si è lavato le mani in cucina, che in bagno si è solo specchiato, che è scappato dal retro? Nulla, solo congetture». Sulla compatibilità dell'impronta della scarpa dell'assassino con il piede di Sempio, sostenuta dai consulenti Iuliano, Caprioli e Cattaneo, la difesa oppone una propria consulenza affidata a un progettista di calzature, che «dice esattamente il contrario».

Cataliotti ha poi preso le distanze dalle novità emerse sul fronte Stasi, relative alla sparizione nel 2007 di analisi che smontavano una prova cruciale contro l'allora imputato. «Sul tema Stasi noi non mettiamo becco, non ci interessa e vorremmo esserne tenuti fuori», ha detto. La difesa si è detta sorpresa che l'accertamento su quelle analisi venga inserito nell'indagine a carico di Sempio e che nasca da una consulenza della difesa Stasi, «che non mi pare contemplata dal codice». Stasi, ha aggiunto, è solo un «terzo interessato» e non aveva diritto di nominare un consulente.

Il legale ha infine respinto l'ipotesi che le accuse ai carabinieri del Ris lo tocchino: «Ho avuto decine di volte a che fare con i Ris e li ho sempre trovati corretti». Quanto alla possibilità che la svolta su Stasi serva a far passare in secondo piano la debolezza dell'indagine su Sempio, Cataliotti ha tagliato corto: «Non lo so e non mi interessa, noi eravamo tranquilli: essendo Sempio innocente era ovvio che non avrebbero trovato nulla di nuovo». La partita, ha ammesso, resta comunque aperta: sarà il giudice, sui temi ritenuti rilevanti, a nominare i suoi periti e a stabilire torti e ragioni.

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Autore

Cronista di politica

Elena Ferraro — cronista di politica, Filo Civico.