Il risultato dell'analisi del 19 settembre 2007 che rilevò la presenza del Dna di Chiara Poggi sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi non avrebbe dovuto entrare nel processo a carico dell'imputato. È la conclusione dei genetisti Ugo Ricci e Pasquale Linarello, consulenti della difesa di Stasi, contenuta in una consulenza depositata agli atti dell'indagine della Procura di Pavia sull'omicidio di Chiara Poggi.
Secondo i due esperti, il dato positivo emerso dalle corse elettroforetiche del 19 settembre 2007 sul campione indicato come bu_p non avrebbe potuto essere presentato come esito definitivo, né tantomeno utilizzato come evidenza consolidata della presenza del Dna della vittima sui pedali della bicicletta «Umberto Dei». Il risultato, infatti, fu successivamente contraddetto dalle contro-analisi eseguite il 20 settembre 2007 dal Ris, che produssero tracciati completamente negativi sul medesimo estratto.
Il quesito posto ai consulenti dai legali Giada Bocellari e Antonio De Rensis riguardava proprio la valutazione che sarebbe stata data a quel dato se le contro-analisi negative fossero state messe a disposizione delle parti nel corso del processo. «Ove le contro-analisi del 20-09-2007 fossero state disponibili e valutabili dalle parti processuali, il dato attribuito al campione bu_p sarebbe stato oggetto di una valutazione radicalmente diversa», scrivono Ricci e Linarello.
La consulenza sottolinea come, in ambito forense, un risultato genetico non possa essere valutato isolatamente, ma debba essere interpretato alla luce dell'intero percorso analitico, della coerenza interna dei dati, della riproducibilità del risultato e della compatibilità con gli accertamenti biologici preliminari e successivi. Nel caso specifico, le analisi del 19 e del 20 settembre 2007 riguardavano il medesimo estratto bu_p, ma hanno prodotto risultati tra loro radicalmente incompatibili: da un lato un profilo genetico attribuito alla vittima, dall'altro tracciati elettroforetici sostanzialmente piatti.
Una divergenza ottenuta nell'arco di circa ventiquattro ore sullo stesso campione, argomentano i consulenti, avrebbe dovuto essere immediatamente qualificata come evento non conforme e avrebbe imposto, come minimo, la sospensione dell'utilizzo del dato positivo sino al completamento di una verifica tecnica documentata. In particolare, la rivalutazione avrebbe dovuto comprendere la verifica della catena analitica del campione, dell'identità degli operatori intervenuti nelle diverse corse elettroforetiche, dell'eventuale scambio di estratti o amplificati, della corretta attribuzione della nomenclatura dei file ai campioni, nonché della qualità dei controlli e dei ladder utilizzati.
«In assenza di tale rivalutazione, selezionare il solo risultato positivo del 19-09-2007 e omettere il dato negativo del 20-09-2007 ha costituito una indebita scelta interpretativa, non giustificabile sul piano scientifico», è il giudizio dei consulenti di parte. La presenza e la valutazione delle contro-analisi negative da parte di tutte le parti coinvolte avrebbe dunque inciso in modo determinante sulla valutazione processuale di quel dato.
Il risultato del 19 settembre 2007, concludono Ricci e Linarello, non avrebbe potuto essere presentato come dato analitico certo né come evidenza consolidata della presenza di Dna della vittima sui pedali, poiché privo di conferma sperimentale e contraddetto da una replica negativa eseguita sul medesimo estratto dallo stesso consulente tecnico del pubblico ministero. A maggior ragione, tale risultato non avrebbe potuto essere utilizzato per sostenere, direttamente o indirettamente, l'origine ematica della pretesa traccia, già non supportata dagli accertamenti preliminari e smentita dai successivi.
La vicenda processuale ha portato, dopo un lungo e alterno cammino nelle aule di tribunale, alla condanna a 16 anni di carcere per Alberto Stasi. L'indagine della Procura di Pavia sull'omicidio di Chiara Poggi resta al centro di un dibattito tecnico che coinvolge esperti di genetica forense e che continua ad alimentare nuove valutazioni sugli elementi raccolti.
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