La Procura di Pavia si prepara a notificare un nuovo avviso di chiusura delle indagini preliminari nei confronti di Andrea Sempio, indagato per l'omicidio di Chiara Poggi, la ventiseienne trovata senza vita il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli a Garlasco. La scadenza è fissata per lunedì 28 settembre e, secondo quanto filtra dagli uffici giudiziari, dopo le ultime quattro consulenze i pubblici ministeri pavesi, coordinati dal procuratore Fabio Napoleone, non avrebbero dubbi sulla colpevolezza dell'indagato. Si tratterebbe del secondo avviso di chiusura, dopo quello già recapitato lo scorso maggio.
Salvo sorprese, la ricostruzione e gli elementi a carico restano immutati. Secondo l'accusa, Sempio avrebbe ucciso Chiara Poggi con un oggetto contundente, colpendola più volte: almeno dodici le ferite riscontrate sul cranio e sul volto. Il movente indicato dagli inquirenti è quello dei motivi abietti, riconducibili all'odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale. Sempio, secondo la Procura, avrebbe visto video intimi di Chiara Poggi e del fidanzato Alberto Stasi, custoditi in una pendrive.
Gli investigatori sostengono inoltre che una settimana prima del delitto l'indagato abbia chiamato tre volte il telefono fisso della famiglia Poggi e che avrebbe lasciato tracce nella villetta di Garlasco. Tra gli elementi a carico figurano l'orma della mano destra, la cosiddetta «impronta 33» sulla parete delle scale dove fu ritrovata la vittima, e il Dna di Sempio sulle unghie della donna, compatibile con una lite. La Procura non ritiene credibile lo scontrino prodotto dalla difesa e sostiene che l'indagato non abbia un alibi per quella mattina. A questo si aggiunge la tesi secondo cui la suola insanguinata della scarpa dell'assassino potrebbe combaciare con il numero di piede di Sempio.
Dopo la nuova chiusura delle indagini, il trentottenne, difeso dagli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti, potrà nuovamente presentare memorie difensive. Meno probabile, secondo quanto trapela, che scelga di farsi interrogare. Si preannuncia così una nuova battaglia di consulenze tecniche, che ricalca le precedenti e lascia le parti su convinzioni opposte. La vera novità sarà rappresentata dai tempi della richiesta di rinvio a giudizio per l'indagato.
Sullo sfondo resta il caso di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere come unico autore del delitto. Da quanto filtra, la Procura generale di Milano non sarebbe intenzionata a prendere iniziative autonome in merito alla revisione del processo, mentre si attende che i legali del condannato, gli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis, presentino a Brescia la loro istanza, mettendo per iscritto gli elementi di novità capaci di smontare le prove elencate nelle motivazioni della Cassazione del 2015.
I due percorsi processuali, quello di Sempio e quello di Stasi, viaggiano su binari distinti. Tuttavia, un eventuale accoglimento della richiesta di revisione potrebbe rafforzare la posizione della Procura di Pavia nel sostenere un ipotetico processo a carico di Sempio. La scadenza del 28 settembre segna dunque un passaggio decisivo per definire il quadro delle accuse e le prossime mosse delle parti.
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