Hacker hanno preso di mira le apparecchiature di refrigerazione di tre centri di raccolta del sangue in Francia. Il tentativo di manomissione da remoto è stato intercettato in tempo, ma l'episodio ha acceso l'attenzione anche in Italia sulla sicurezza dei dispositivi medicali collegati alla rete.

Gli attacchi sono stati rivendicati dai gruppi hacker Noname057(16) e Z-Pentest, che si collocano nell'area filo-russa. In un video, le due sigle hanno annunciato le operazioni. Secondo quanto riferito, le apparecchiature colpite sono prodotte da Danfoss e Dixel Web. Gli aggressori sostengono di non aver avuto bisogno di alcun malware: avrebbero sfruttato i sistemi integrati nei dispositivi per accedere e alterarne il funzionamento. Si tratta di una rivendicazione dei gruppi stessi, che non risulta al momento confermata da fonti indipendenti.

Il caso francese si inserisce in una serie di episodi più ampi. Una prima ondata era iniziata il 12 ottobre in Francia e ha coinvolto oltre 700 punti vendita della grande distribuzione, tra cui Carrefour e Leclerc. Nella notte successiva, attacchi analoghi hanno interessato negozi in Belgio, Svezia, Irlanda, Finlandia ed Estonia. Secondo le segnalazioni, le temperature dei banchi frigoriferi sarebbero salite fino a 50 gradi, con alimenti deteriorati e perdite per i punti vendita.

In Italia, l'impatto più grave è stato registrato in Sicilia, dove a Catania sono stati persi oltre 3.500 prodotti surgelati. Episodi analoghi sono stati segnalati anche in Toscana e in Emilia-Romagna. Palazzo Chigi ha fatto sapere che l'impatto è stato fortemente limitato, senza fornire ulteriori dettagli sulle misure adottate.

Sul fronte delle reazioni, il ministro Gilberto Pichetto Fratin ha definito questi attacchi una nuova forma di terrorismo. Il Centro nazionale sangue, con la responsabile Teofili, ha escluso allarmi immediati, ma ha invitato a innalzare il livello di attenzione. Dal canto suo, Salutequità, con Aceti, ha sottolineato che proteggere le infrastrutture digitali significa proteggere i pazienti, richiamando il tema della cybersicurezza delle apparecchiature medicali come una criticità anche per il sistema sanitario italiano.

I gruppi hacker hanno inoltre minacciato sistemi idrici, centrali elettriche e siti industriali, affermando che non si fermeranno alla refrigerazione. Le minacce, al momento, non risultano accompagnate da fatti verificati su questi altri obiettivi. Il quadro resta quindi quello di un'escalation dichiarata dagli autori, la cui portata reale è ancora in fase di verifica da parte delle autorità.

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Esteri e sport

Davide Orsini — esteri e sport, Filo Civico.