Il fascicolo del caso Garlasco è stato consegnato al giudice dell'udienza preliminare di Pavia, Luigi Riganti, che dovrà decidere sulla posizione di Andrea Sempio, accusato dell'omicidio di Chiara Poggi con l'aggravante. Il passaggio degli atti segna l'avvio della fase preliminare, nella quale il giudice può scegliere tra due strade: rinviare a giudizio l'indagato oppure pronunciare una sentenza di non luogo a procedere.
Secondo quanto emerge, l'esito più probabile nel breve periodo è però un altro: la sospensione dell'udienza preliminare. Il motivo è legato alla condanna definitiva di Alberto Stasi, che rappresenta l'ostacolo principale per procedere contro Sempio. I legali di Stasi intendono presentare una richiesta di revisione alla Corte d'Appello di Brescia. Il relativo procedimento potrebbe richiedere mesi, con il conseguente allungamento dei tempi dell'udienza che riguarda Sempio. Al momento non esiste una norma del codice che disciplini chiaramente la sospensione in questa situazione, e questo rende la decisione del giudice un passaggio delicato.
Tra i possibili motivi di revisione vengono indicati l'emersione di nuove prove oppure la presenza di false dichiarazioni nelle prime fasi dell'indagine. La richiesta, una volta depositata, non produce automaticamente effetti sul procedimento contro Sempio: la sua sorte dipende dalla valutazione della Corte d'Appello di Brescia e dal parere che il procuratore generale di Milano dovrà esprimere sull'eventuale sostegno alla revisione. Solo dopo quella fase il quadro sarà più chiaro. L'udienza preliminare contro Sempio è attesa intorno a febbraio, ma la data non è vincolante e potrebbe slittare ulteriormente.
Sul piano probatorio, l'accusa ha presentato quattro perizie contro Sempio, mentre la difesa ne ha prodotte cinque in risposta. Nei documenti emerge il dato delle ricerche effettuate online dall'indagato, il cui significato è contestato tra le parti: l'accusa le considera un elemento a carico, mentre la difesa ne contesta la portata probatoria. Il giudice dovrà valutare nel merito questi materiali quando la fase preliminare riprenderà il suo corso, tenendo conto del fatto che il confronto tra consulenze contrapposte è ancora aperto.
Riganti, 64 anni originario di Pavia, è giudice nel tribunale della sua città dal 2010. In passato si è occupato del caso Adriatici e del processo Fibronit, due procedimenti che hanno richiesto una gestione complessa di atti tecnici e di posizioni contrapposte. Il magistrato sta valutando anche ulteriori approfondimenti sulla morte di Andrea Rocchelli, il fotoreporter ucciso in Ucraina. Si tratta di un fronte distinto dal procedimento su Garlasco, ma che rientra nel carico di decisioni che il giudice è chiamato a prendere mentre segue la vicenda.
1
