Il tribunale di sorveglianza di Torino ha respinto l'istanza di differimento della pena presentata dai difensori di Mario Roggero, il gioielliere di 72 anni condannato in via definitiva a 14 anni e nove mesi di reclusione per l'omicidio di due rapinatori e il ferimento di un terzo, avvenuto il 28 aprile 2021 durante una rapina alla gioielleria di famiglia a Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo. La decisione è stata comunicata nelle scorse ore: Roggero resta detenuto nel carcere di Bollate, dove si trova dal 17 luglio scorso.

La difesa aveva chiesto in via principale il differimento dell'esecuzione della pena in attesa che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si pronunci sulla domanda di grazia presentata dalla moglie dell'uomo, Mariangela Sandrone. In subordine, i legali avevano chiesto la detenzione domiciliare. La procura generale aveva espresso parere negativo su entrambe le richieste. Il tribunale ha quindi accolto l'orientamento dell'accusa, rigettando l'istanza.

Secondo quanto si apprende, i giudici hanno motivato il no sottolineando che un eventuale accoglimento della richiesta di differimento in attesa della decisione presidenziale rappresenterebbe un'ingerenza nelle prerogative del Capo dello Stato. La grazia è un atto di clemenza che spetta esclusivamente al presidente della Repubblica, e il tribunale non può sospendere l'esecuzione della pena in funzione di una decisione che non è ancora stata adottata. La difesa dovrà quindi attendere l'esito della domanda di grazia senza che la pena venga sospesa.

La vicenda risale al 28 aprile 2021, quando una banda fece irruzione nella gioielleria di famiglia a Grinzane Cavour. I rapinatori, armati di quella che solo nei giorni successivi si scoprì essere una pistola giocattolo, minacciarono, legarono e colpirono la moglie e la figlia di Roggero, per poi fuggire con il bottino. Il gioielliere inseguì i malviventi fuori dal negozio e sparò alcuni colpi con la pistola che deteneva regolarmente: due rapinatori morirono e un terzo rimase ferito in modo grave.

Dopo la condanna definitiva, Roggero è stato rinchiuso nel carcere piemontese di Bollate. Nella stessa giornata in cui è stato emesso il provvedimento di carcerazione, la moglie Mariangela Sandrone ha presentato la domanda di grazia. La difesa aveva sperato che la pendenza di questa richiesta potesse giustificare una sospensione dell'esecuzione della pena, ma il tribunale di sorveglianza ha ritenuto che non sussistano i presupposti per accogliere né il differimento né i domiciliari.

La decisione di Torino conferma quindi la posizione restrittiva già espressa dalla procura generale. Roggero, 72 anni, rimane in cella a Bollate in attesa che il Quirinale si pronunci sulla grazia. Non è ancora noto quando il presidente Mattarella prenderà una decisione definitiva sulla domanda presentata dalla famiglia. La vicenda ha suscitato ampio dibattito nell'opinione pubblica italiana, dividendo chi considera Roggero una vittima che ha reagito a una rapina violenta e chi ritiene che la giustizia debba fare il suo corso senza sconti.

Il caso, che aveva avuto vasta eco nazionale, torna ora all'attenzione dopo la decisione del tribunale di sorveglianza. La difesa non ha ancora annunciato se presenterà ulteriori ricorsi o se attenderà l'esito della domanda di grazia. Per ora, l'unica certezza è che Mario Roggero resterà nel carcere di Bollate, dove è detenuto dal 17 luglio, in attesa della decisione del Capo dello Stato.

Autore

Redattore economia

Marco Bellini — redattore economia, Filo Civico.