È iniziato il nuovo anno scolastico in sette regioni italiane: Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Molise e Umbria. Si tratta del penultimo grande blocco del rientro scaglionato, cominciato il 7 settembre a Bolzano e destinato a concludersi giovedì in Puglia. Domani sarà la volta di Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Sicilia e Toscana, mentre mercoledì rientreranno in classe gli studenti di Abruzzo, Basilicata e Sardegna.
Le date fissate dai calendari regionali non sono però vincolanti per i singoli istituti. I Consigli di Istituto possono deliberare piccoli adattamenti alla data di inizio o di fine delle lezioni, purché venga rispettato il limite invalicabile previsto dal Decreto Legislativo 297/1994: per la validità dell'anno scolastico devono essere garantiti almeno 200 giorni di lezione.
Nelle Marche le lezioni termineranno il 5 giugno, dopo 203 giorni di attività. Solo le scuole dell'infanzia avranno un calendario più lungo, fino al 30 giugno. «Ripartire anche dalla scuola, dal lavoro e dai servizi» è l'auspicio di Michele Franchi, sindaco di Arquata del Tronto, borgo simbolo del terremoto del 2016, che evidenzia il rischio che «la gente non ritorni» nell'area del cratere sismico. Nella regione continua intanto a calare il numero di studenti: negli ultimi due anni le sole prime classi hanno perso 2.265 allievi, un trend che l'Ufficio Scolastico Regionale attribuisce al calo demografico.
In Friuli Venezia Giulia gli iscritti agli istituti statali per il 2026-27 sono complessivamente 128.017, in calo rispetto ai 130.682 dell'anno scorso. In alcuni istituti, come il Malignani di Udine, la campanella è suonata in anticipo per alcuni indirizzi quadriennali. In Umbria sono quasi 103mila gli studenti tornati in aula, per un totale di 130 autonomie scolastiche. «Come Regione Umbria cerchiamo di arrivare sempre preparati all'inizio del nuovo anno scolastico, lavorando per sostenere le famiglie», dice l'assessore regionale alla scuola Fabio Barcaioli, ricordando l'agevolazione per l'abbonamento al trasporto pubblico scolastico a 70 euro per le famiglie con Isee fino a 30mila euro e i 260 nuovi posti nei nidi.
Il Piemonte registra una diminuzione di 7.259 studenti e una riduzione di 126 classi rispetto allo scorso anno scolastico. Gli alunni per il 2026/27 sono 478.571, contro i 485.830 dell'anno precedente. «Sono state ulteriormente rafforzate le azioni mirate a garantire una scuola sempre più inclusiva, accessibile, innovativa e attenta ai bisogni del territorio», spiega il direttore dell'Ufficio scolastico regionale Stefano Suraniti, sottolineando che la percentuale di alunni con disabilità è salita al 5%, dal 4,5% dello scorso anno.
In Calabria, il cui avvio ufficiale è in programma domani, le scuole perdono 4.606 studenti. Secondo la Cisl Scuola, a incidere è soprattutto l'emergenza demografica, con una riduzione prevista di 55 cattedre di potenziamento, nonostante un incremento di 895 studenti con disabilità. In Liguria la popolazione studentesca, stimata tra 160mila e 165mila unità, registra un calo leggero ma costante. Quasi il 59% degli studenti che si iscrivono alle superiori sceglie un percorso liceale. Resta alto l'abbandono scolastico, al 10,2%, appena sotto la media nazionale del 10,5%. I sindacati stimano inoltre una carenza iniziale di oltre 2.000 docenti a livello regionale, concentrata soprattutto sul sostegno.
