Tre bambini di nazionalità tedesca, di 6, 8 e 10 anni, sono rimasti bloccati nella serata di ieri nel letto del fiume Passirio, nel centro di Merano, in Alto Adige, a causa della forte corrente. I piccoli, in vacanza nella zona del Burgraviato con i genitori, erano entrati in acqua attorno all'ora di cena e in pochi minuti la forza del fiume ha impedito loro di tornare sulla riva, lasciandoli intrappolati in mezzo alla corrente.
A notare la scena e a lanciare l'allarme è stato un giovane volontario della Croce Bianca di passaggio. Sul posto sono giunti per primi i carabinieri della compagnia locale: un militare, valutata la pericolosità della situazione, si è calato nel greto del fiume e, lottando contro la corrente, ha riportato a terra i primi due fratellini. Contemporaneamente è arrivata la squadra fluviale dei vigili del fuoco di Merano, che ha recuperato il terzo bambino. Tutti e tre i minori sono stati affidati ai sanitari per i controlli: le loro condizioni sono buone, a parte il grande spavento. Restano da chiarire le dinamiche che hanno spinto i bambini a spingersi dentro il fiume.
Il salvataggio è stato ripreso in un video che ha rapidamente fatto il giro dei social, fino a essere condiviso dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Nel suo post su Instagram, la premier ha scritto: «Coraggio, prontezza e senso del dovere. Grazie ai nostri uomini in divisa, che ogni giorno sono al servizio della sicurezza e della vita delle persone». Anche il ministro della Difesa Guido Crosetto ha commentato le immagini, sottolineando che «un'immagine che racconta il significato più autentico dell'indossare un'uniforme: esserci sempre, al fianco di chi è in difficoltà». Il ministro ha ricordato che l'intervento è stato compiuto insieme ai vigili del fuoco volontari e a un cittadino, aggiungendo che «non occorre indossare una divisa per fare la differenza: servono coraggio, generosità e determinazione».
Il comandante generale dell'Arma dei Carabinieri, generale di Corpo d'Armata Salvatore Luongo, si è congratulato telefonicamente con i militari impegnati nell'intervento, estendendo il riconoscimento a tutta l'Arma locale: «Siete un punto di riferimento per tutti, grazie per ciò che fate». Luongo ha definito l'operazione un intervento che «ha avuto come unico obiettivo quello di proteggere tre giovani vite e che, nel momento più drammatico, ha mostrato il volto più umano dell'Arma: quello di donne e uomini pronti a rischiare tutto per mettere in salvo chi ha più bisogno».
