Si è aperto lunedì 7 settembre davanti alla corte d’assise di Parigi il processo per la morte di Federico Martín Aramburu, ex nazionale argentino di rugby ucciso a colpi d’arma da fuoco nel marzo 2022. Il dibattimento, previsto fino al 25 settembre, dovrà chiarire le responsabilità di quattro imputati e soprattutto stabilire se la sparatoria fu il risultato di una nuova lite improvvisa o di una ricerca deliberata della vittima dopo un primo scontro.
Loïk Le Priol, 32 anni, è imputato per «assassinat», la qualificazione francese che indica un omicidio con premeditazione. Romain Bouvier, 35 anni, deve rispondere di tentato assassinio. Lyson Rochemir, 29 anni, all’epoca compagna di Le Priol e alla guida dell’auto utilizzata durante la seconda fase degli eventi, è a sua volta giudicata per tentato assassinio. Antony Sorrentino, 37 anni, è accusato di avere aiutato Bouvier a sottrarsi alle ricerche.
I fatti risalgono alle prime ore del 19 marzo 2022. Aramburu, 42 anni, si trovava a Parigi con Shaun Hegarty, ex rugbista, amico e suo socio. I due erano arrivati nella capitale per assistere a Francia-Inghilterra del Sei Nazioni e si fermarono al café Mabillon, a Saint-Germain-des-Prés. Qui scoppiò un alterco con Le Priol e Bouvier. La discussione degenerò in una rissa, poi interrotta dal personale del locale. Aramburu e Hegarty si allontanarono a piedi.
È ciò che accadde dopo a essere decisivo per l’accusa. Secondo gli investigatori e le immagini di videosorveglianza, Bouvier raggiunse i due ex giocatori e sparò per primo. Circa quarantacinque secondi più tardi arrivò Le Priol, che esplose altri sei colpi. Aramburu fu raggiunto da sei proiettili provenienti da due armi e morì sul posto, sul boulevard Saint-Germain.
Le Priol e Bouvier ammettono di avere sparato, ma contestano l’intenzione di uccidere e la premeditazione. Durante l’inchiesta Le Priol ha sostenuto di avere reagito per difendersi e ha richiamato un disturbo post-traumatico legato alla sua esperienza militare. La corte dovrà valutare queste tesi insieme alla cronologia, alle immagini, alle perizie e alle testimonianze.
Il punto giuridico è quindi più ristretto della forte esposizione mediatica del caso. Per sostenere l’accusa di assassinat non basta stabilire che Le Priol abbia sparato: i giurati devono valutare se vi sia stata una decisione precedente di uccidere. Allo stesso modo, la posizione di Bouvier e Rochemir dovrà essere esaminata sulla base delle condotte attribuite a ciascuno nella fase successiva alla rissa.
Nel fascicolo pesa anche il passato dei due principali imputati. Entrambi hanno gravitato nel GUD, organizzazione dell’ultradestra francese; Le Priol è inoltre un ex commando della Marina. Questo contesto ha contribuito alla forte attenzione pubblica sul caso, ma il processo dovrà tradurlo in elementi giuridicamente rilevanti solo quando collegati ai fatti e all’intenzione degli imputati.
Aramburu era sposato e padre di tre figli. Aveva indossato 22 volte la maglia dell’Argentina e aveva giocato a lungo in Francia, tra gli altri con Biarritz e Perpignan. La sua morte colpì profondamente il mondo del rugby. Alla vigilia del processo, i Pumas hanno indossato durante il riscaldamento magliette nere con la scritta «Justicia por Fede», segno di una memoria rimasta molto viva.
Le udienze si svolgono nella storica sala Voltaire del Palazzo di giustizia sull’Île de la Cité. Da qui al 25 settembre i giurati dovranno ricostruire pochi minuti decisivi: la lite, la separazione, il successivo ritorno degli imputati e i colpi. È su quella sequenza che si gioca la differenza tra una reazione non pianificata e l’accusa più grave di omicidio premeditato.
