La Rai ha comunicato che dalla prossima stagione la conduzione di Report sarà affidata a Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, entrambi vincitori della selezione interna per giornalisti professionisti. La decisione mette fine alla guida di Sigfrido Ranucci, che non condurrà più il programma di inchiesta del servizio pubblico. Viale Mazzini definisce la scelta «una nuova fase» per uno dei programmi di approfondimento più importanti dell'offerta Rai, sottolineando la «professionalità e l'esperienza maturata sul campo» dei due nuovi conduttori.
La reazione della redazione è immediata e durissima. Gli inviati di Report, in una nota congiunta, definiscono la decisione «completamente irricevibile» e annunciano che, se l'azienda non tornerà sui propri passi, abbandoneranno in blocco il programma. Nel comunicato si contesta sia il metodo sia il merito: «L'azienda ha rifiutato qualsiasi interlocuzione con la squadra in queste settimane, facendoci apprendere la scelta dalle agenzie», e le figure scelte «non sono in alcun modo rappresentative della storia e dei valori di Report». Secondo gli inviati, l'intenzione sarebbe quella di «distruggere la storia e l'integrità della trasmissione, su un evidente mandato politico».
Sul caso intervengono anche le opposizioni. L'avvocato Roberto De Vita, legale di Ranucci, parla di una decisione che «condanna la vittima di un attentato, Report e l'indipendenza dell'informazione pubblica», aggiungendo che il suo assistito «condurrà la più importante battaglia per la difesa della libertà del giornalismo d'inchiesta, in ogni sede». Barbara Floridia, esponente del Movimento 5 stelle ed ex presidente della commissione di vigilanza Rai, definisce quanto accaduto «un vero e proprio golpe» e parla di «editto Meloni», in riferimento alla stagione dell'editto bulgaro di Silvio Berlusconi. «Non solo si fa fuori quello che fino a prova contraria resta una vittima, ma non c'è stato alcun reale coinvolgimento della redazione», afferma Floridia, che annuncia «barricate ancora più alte» e nessun dialogo con chi ha portato a termine «questa operazione brutale, autoritaria e fascista».
Anche il Movimento 5 stelle, in una nota separata, esprime solidarietà a Ranucci e alla redazione, definendo la giornata «una pagina vergognosa» per la Rai. «È chiaro che si è toccato il fondo: invece di difendere un giornalista che ha subìto un attentato, viene censurato con l'unico obiettivo di mettere ai margini una voce scomoda», si legge nel comunicato, che accusa la presidente del Consiglio Giorgia Meloni di voler «distruggere Report nell'anno elettorale». Il M5s sottolinea anche che la Rai avrebbe impedito agli utenti di commentare la notizia sui propri profili social ufficiali.
Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni di Alleanza verdi e sinistra definiscono la decisione «gravissima»: «La Rai punisce quella che, fino a prova contraria, resta la vittima di un attentato e colpisce uno dei pochi spazi del servizio pubblico che ancora svolgono un giornalismo d'inchiesta libero e indipendente». I due leader precisano che Presutti e Piervincenzi sono «due ottimi professionisti» e che nei loro confronti non c'è alcun pregiudizio, ma aggiungono che «è evidente che la destra ha usato la vicenda dell'attentato per far demolire Report». La redazione, secondo quanto riferito, avrebbe appreso la decisione dalle agenzie, senza alcun coinvolgimento diretto nella scelta dei nuovi conduttori.
