Il Campidoglio sta valutando l'introduzione di minibus a guida autonoma a Roma. L'ipotesi, sostenuta dal sindaco Roberto Gualtieri e dall'assessore alla Mobilità Eugenio Patanè, prevede l'utilizzo di shuttle elettrici senza conducente, prenotabili tramite applicazione per smartphone. Il progetto, ancora in fase embrionale, punta a partecipare ai bandi europei che scadranno a fine ottobre per ottenere finanziamenti. Secondo le stime più ottimistiche, i primi mezzi automatizzati potrebbero circolare in città non prima di due o tre anni.
La notizia arriva in una fase delicata per il trasporto pubblico capitolino. Durante l'estate appena conclusa, oltre cinquanta autobus elettrici della flotta Atac sono rimasti fermi in deposito a causa di guasti legati al surriscaldamento dell'aria condizionata. Un problema che ha costretto i passeggeri ad attendere a lungo alle fermate, spesso sotto il sole, con corse saltate o deviate a causa dei cantieri stradali. La situazione ha riacceso il dibattito sulla priorità da dare ai progetti futuri rispetto alla soluzione dei disagi quotidiani.
I dati sulla mobilità romana restituiscono un quadro complesso. Secondo l'indice di rilevazione TomTom, per percorrere dieci chilometri a Roma servono in media 30 minuti e 46 secondi, con una velocità media nell'ora di punta di 16,7 chilometri orari. Numeri che rendono il confronto con realtà come San Francisco o Pechino, dove i veicoli a guida autonoma già circolano, particolarmente distante dalla situazione della capitale italiana.
Il progetto dei minibus senza conducente richiede inoltre infrastrutture oggi non disponibili. Servirà una copertura 5G estesa su tutta la città e una mappatura digitale dettagliata di strade, segnaletica, semafori e marciapiedi. L'assessore Patanè ha parlato di un avviso per partecipare ai bandi europei, ma i tempi tecnici per la realizzazione delle condizioni necessarie restano lunghi.
Nel frattempo, resta aperta la questione dei risarcimenti agli utenti. Lo scorso anno l'Atac, azienda partecipata al 100% da Roma Capitale, si è impegnata a versare tre milioni di euro ai propri passeggeri come indennizzo, davanti all'Autorità garante della concorrenza e del mercato. L'accordo fa seguito all'accertamento di una «sistematica disattesa» degli obblighi di qualità e quantità del servizio di trasporto pubblico tra il 2021 e il 2023, con ritardi e corse cancellate non adeguatamente rimborsati.
La sfida per l'amministrazione è duplice: da un lato, garantire un servizio efficiente con i mezzi attuali; dall'altro, preparare il terreno per le tecnologie del futuro. Il rischio, secondo i critici, è che l'attenzione per i progetti innovativi distolga risorse dalla soluzione dei problemi immediati di una città che conta quasi tre milioni di abitanti e un afflusso turistico quotidiano imponente.
