La mobilitazione degli autotrasportatori contro il caro carburante continua a pesare sulla rete autostradale del Centro-Sud, nonostante la firma dell'intesa a Milano con il ministro dei Trasporti Matteo Salvini abbia portato alla revoca del fermo da parte di alcune sigle. I presidi e le code proseguono tra Campania, Sicilia e Lazio, con le criticità maggiori concentrate sull'asse autostradale campano.
In Campania, dalle 7 circa, sono stati chiusi il nodo tra l'A1 e l'A30 Caserta-Salerno per chi proviene da Roma, lo svincolo di Nocera Pagani in uscita da entrambe le provenienze e il nodo tra l'A1 e la Sp1 Casoria per chi proviene da Roma ed è diretto verso la Statale Appia. La situazione più critica si registra tra Caserta Nord e il bivio con l'A30 verso Napoli, dove Autostrade segnala 3 chilometri di coda; altri 2 chilometri di coda si registrano nel tratto tra la barriera di Napoli Nord e Caserta Nord in direzione Roma.
Sul posto sono presenti gli agenti della polizia stradale e il personale di Autostrade per l'Italia, che consiglia agli automobilisti percorsi alternativi attraverso la viabilità ordinaria, con uscite e rientri in autostrada in altre località a seconda della provenienza e della destinazione. Le chiusure e i rallentamenti stanno quindi condizionando la circolazione su un nodo strategico per i collegamenti tra il Nord e il Sud del Paese.
In Sicilia l'accordo siglato con il ministro Salvini ha neutralizzato una parte significativa della protesta dei tir. Il Comitato trasportatori siciliano ha revocato il fermo dei servizi, annunciando al contempo lo stato di agitazione «fino alla completa risoluzione degli ultimi nodi aperti». La protesta nell'Isola prosegue però a macchia di leopardo, spinta da altre organizzazioni: a Catania, almeno fino alla mattinata, è prevista un'assemblea all'interporto tra i cui protagonisti figura l'Aias di Giuseppe Richichi, in passato al centro di pesanti blocchi nella regione.
Il quadro resta dunque frammentato. Da un lato la firma dell'intesa con il governo ha indotto alcune sigle a sospendere il fermo; dall'altro, nuove organizzazioni e comitati locali mantengono vive le proteste, con presidi che continuano a bloccare svincoli e raccordi autostradali. Le conseguenze ricadono sui pendolari, sugli automobilisti e sul trasporto merci, in una fase in cui la rete del Centro-Sud è già sottoposta a forte pressione.
Le code e le chiusure segnalate tra Campania e Sicilia confermano che l'agitazione non si è esaurita con l'accordo di Milano. Resta da capire se e quando le ultime sigle decideranno di revocare i presidi, mentre Autostrade e polizia stradale continuano a gestire la viabilità con percorsi alternativi sulla viabilità ordinaria.
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