Il fotografo toscano Lorenzo Capolupi apre a Follonica «Capolupi Factory», uno spazio di quasi 200 metri quadrati ricavato dalla rigenerazione di una vecchia officina. L'inaugurazione è prevista il 20 settembre a partire dalle ore 11.00 in via dell'Agricoltura 104. La struttura non sarà soltanto una galleria, ma un luogo che riunisce l'intero processo creativo dell'autore, dalla ripresa fotografica alla stampa, fino alla firma e alla certificazione dell'opera.
Classe 1969, Capolupi è considerato un pioniere nella fotografia di luoghi abbandonati. Dal 2009 il suo obiettivo indaga case, interni e architetture dimenticate, lasciate in balia del tempo e allo stesso tempo rigenerate dalla presenza di una natura onnipresente. Il suo lavoro si concentra su ciò che definisce «la persistenza della memoria»: «Non fotografo rovine. Fotografo la persistenza della memoria», spiega. Nel corso degli anni ha viaggiato per mezza Europa, dal Portogallo alla Francia, dalla Germania all'Italia, alla ricerca di luoghi persi, risucchiati da polvere, ragnatele e arbusti.
Le sue fotografie, stampate personalmente in grande formato e ad altissima qualità, nascono da un uso sapiente e quasi artigianale della luce, del contrasto e della prospettiva. Il risultato sono immagini che, secondo l'autore, finiscono per risucchiare lo spettatore che si trova davanti. Un approccio analogico e manuale che Capolupi intende ora restituire al pubblico attraverso uno spazio pensato non solo per l'esposizione, ma anche per la formazione e lo scambio.
«Questo luogo intende riunire il mio processo creativo: dalla ripresa alla stampa, fino alla firma e alla certificazione dell'opera. Più che uno spazio espositivo l'idea è quella di restituire la concezione intima del mio fare fotografia. Un processo personale capace di mettere insieme visione e materia», racconta Capolupi. La Factory sarà anche laboratorio di stampa fine art, archivio e viewing room. L'ingresso sarà sempre gratuito e il pubblico potrà vedere i lavori esposti, partecipare a corsi e scoprire la tecnica della stampa. L'obiettivo dichiarato è creare un luogo vivo di scambio anche con altri artisti, immaginando eventualmente residenze.
«Al momento è una scommessa anche con il territorio che non ha ad oggi uno spazio simile», aggiunge il fotografo. Il legame con Roma resta centrale: nella Capitale il suo lavoro ha come luogo di riferimento la Galleria Il Sole di Via Nomentana. Proprio con la Galleria Il Sole, per l'inaugurazione di Follonica viene presentata per la prima volta la pubblicazione «Tempus Fugit». Si tratta di un volume in formato 30 x 30 centimetri, disponibile solo in 100 copie, che raccoglie 91 fotografie in 100 pagine. «Pagina dopo pagina racconta la mia ricerca sul tempo, sull'assenza e sulla capacità della fotografia di trattenere ciò che i luoghi sembrano destinati a perdere», spiega l'autore.
Fino al 18 ottobre, due suoi scatti partecipano a Roma alla Mostra d'arte contemporanea «Riflessi», a cura di Marco Capasso, allestita nel percorso Arte al Gazometro e presentata al pubblico anche durante Videocittà 2026. L'apertura della Factory di Follonica segna quindi un passaggio ulteriore per un autore che ha fatto della memoria dei luoghi e della materialità della stampa il centro della propria ricerca, ora raccolta in un unico spazio aperto al pubblico e al confronto con altri artisti.
