Il primo caso documentato di interferenza del meteo spaziale su un'infrastruttura tecnologica umana non risale al 1841, ma al 18 ottobre 1848. A stabilirlo è una ricerca condotta da un team della Lancaster University, guidato da James A. Wild, pubblicata sulla rivista Space Weather, che ha corretto un errore tramandato per oltre un secolo e mezzo.
La vicenda trae origine da un articolo anonimo apparso sul numero di Nature del 5 ottobre 1871. Secondo quel resoconto, la sera del 18 ottobre 1841 un treno espresso con partenza prevista alle 22:05 dalla stazione di Exeter, nel sud-ovest dell'Inghilterra, sarebbe rimasto fermo per 16 minuti a causa di intense perturbazioni magnetiche che avevano impedito ai controllori di verificare se il binario fosse libero. Il racconto riportava anche una nota del capostazione, convinto che «qualcuno stesse giocando uno scherzo agli strumenti, impedendo loro di funzionare». Per oltre un secolo quell'episodio è stato considerato il più antico caso documentato di interferenza della meteorologia spaziale sulle tecnologie umane, precedente al celebre evento di Carrington-Hodgson del 1859.
La nuova indagine ha però messo in luce un errore fondamentale nella ricostruzione ottocentesca: nel 1841 quella linea ferroviaria non esisteva ancora. Incrociando documenti d'archivio, orari dei treni riportati sui giornali locali e registrazioni geomagnetiche, i ricercatori hanno stabilito che l'evento si verificò esattamente sette anni dopo, il 18 ottobre 1848, probabilmente a causa di un refuso tipografico nella pubblicazione su Nature.
Il primo indizio è emerso dai documenti relativi alla costruzione della ferrovia che collegava Exeter a Plymouth, originariamente realizzata e gestita dalla South Devon Railway Company. La legge del Parlamento che autorizzava la costruzione della linea, il South Devon Railway Act, ottenne l'approvazione solo nel luglio del 1844. La ferrovia fu poi costruita a tappe: il primo tratto, tra Exeter e Teignmouth, fu inaugurato e aperto al pubblico il 30 maggio 1846. Nel 1841, dunque, nessun treno avrebbe potuto percorrere quella linea.
«Questa ricerca evidenzia che il meteo spaziale non è una minaccia nuova, ma un rischio naturale presente da molto tempo», ha dichiarato Jim Wild, primo autore dello studio. «La società sperimenta gli effetti della meteorologia spaziale sulla tecnologia fin dall'epoca in cui esistono le tecnologie elettriche. Il ritardo del treno a Exeter è una vicenda affascinante, perché si colloca proprio nel momento in cui le tecnologie emergenti cominciarono a confrontarsi con le condizioni dell'ambiente spaziale. Combinando documenti d'archivio e osservazioni scientifiche, siamo riusciti a dimostrare che l'evento si verificò quasi certamente nel 1848, anziché nel 1841».
La meteorologia spaziale studia le condizioni ambientali nello spazio vicino alla Terra, con particolare attenzione ai fenomeni generati dall'attività solare, come i brillamenti e le espulsioni di massa coronali, e ai loro effetti sul campo magnetico terrestre. Per millenni l'attività solare ha influenzato il pianeta manifestandosi soprattutto attraverso le spettacolari e innocue aurore polari. La nascita delle prime infrastrutture elettriche e di comunicazione nell'Ottocento ha però cambiato radicalmente questo scenario, rendendo la società vulnerabile a fenomeni un tempo privi di conseguenze pratiche.
In questo ambito è celebre l'evento di Carrington-Hodgson del 1859, considerato una delle tempeste geomagnetiche più intense documentate nella letteratura scientifica e associato al brillamento solare più potente mai registrato. All'epoca la tempesta causò diffuse interruzioni dei sistemi telegrafici elettrici. Tuttavia, secondo la nuova ricostruzione, non fu il primo caso documentato di interferenza tra attività solare e infrastrutture tecnologiche: quel primato spetta all'evento di Exeter, ma nella data corretta del 1848.
La correzione non è solo una curiosità storiografica. Come sottolineano i ricercatori, il caso di Exeter dimostra che l'interazione tra tecnologia e ambiente spaziale è iniziata con le prime reti elettriche e telegrafiche, molto prima dell'era dei satelliti e delle comunicazioni globali. Comprendere quando e come questi fenomeni hanno iniziato a incidere sulle infrastrutture umane aiuta a inquadrare i rischi attuali con una prospettiva storica più solida.
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