La serie Sky «Nord Sud Ovest Est - La leggendaria storia degli 883» è stata presentata al Teatro Sistina di Roma, nell'ambito di Alice nella città, sezione autonoma della Festa del Cinema di Roma. L'evento ha visto l'anteprima assoluta del quarto episodio, accolto da una sala gremita e calorosa. La serie, disponibile in streaming su NOW, racconta la nascita e l'ascesa del duo pavese formato da Max Pezzali e Mauro Repetto.

La puntata proiettata si concentra su una fase cruciale del percorso della band: l'esplosione del successo discografico e le prime importanti scelte di vita dei due giovani musicisti. Sul palco sono intervenuti i registi Sydney Sibilia e Simone Godano, che hanno raccontato la genesi di un racconto corale che affronta i temi della crescita e della responsabilità. Insieme a loro, i giovani protagonisti Elia Nuzzolo e Matteo Oscar Giuggioli hanno condiviso con il pubblico l'emozione di interpretare due icone della musica italiana.

Sollecitato da una domanda sul confronto tra il personaggio luminoso di Repetto negli 883 e quello recitato nel film «I figli perduti» — due ragazzi alla ricerca di loro stessi — Giuggioli ha risposto: «Sono i 20 anni, penso. Cerchiamo sempre, soprattutto a quell'età, di capire chi siamo, cosa facciamo, cosa ci fa star bene. Sono proprio due personaggi agli antipodi. È stato uno sfogo per me per fare uno e fare l'altro».

La presentazione ha alternato aneddoti sulla lavorazione, provini ironici e riflessioni sul valore dell'amicizia, celebrando una serie capace di registrare ascolti record su Sky e di porsi come un sincero romanzo di formazione. Il nuovo capitolo esplora il grande successo del gruppo ma anche le tensioni che porteranno alla separazione tra i due artisti.

Elia Nuzzolo, che veste i panni di Max Pezzali, ha raccontato all'AGI la sfida del nuovo capitolo: «La paura è stato un fattore determinante mentre lavoravamo a questa seconda stagione. Alla fine era lo stesso timore di Max e Mauro. Loro dovevano confermare il primo album e il successo che avevano avuto, noi dovevamo confermare la prima stagione. Questo aspetto c'è stato molto utile».

Sul rapporto con il collega sul set, Nuzzolo ha aggiunto: «Siamo diventati amici veri e in realtà questo ha reso le cose molto più semplici. Ha fatto sì che ci fosse più sintonia nelle scene di commedia ed è stato altrettanto più semplice interpretare i momenti drammatici, quelli di separazione. Quando conosci bene una persona ti ci trovi bene a lavorare a prescindere dalla loro natura».

La serie, diretta da Sibilia e Godano, si conferma dunque un progetto che unisce la ricostruzione di un fenomeno musicale generazionale alla narrazione intima della crescita personale. L'appuntamento romano ha offerto al pubblico un assaggio del nuovo episodio, in attesa della messa in onda completa sulla piattaforma.

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Autore

Cronaca e giustizia

Giulia Sanna — cronaca e giustizia, Filo Civico.