Rifiutare un pagamento solo perché l'Iban non è italiano è una pratica illegale diffusa in tutta Europa, e ora finisce sotto i riflettori del Parlamento. Altroconsumo, la più grande organizzazione indipendente di consumatori in Italia, ha presentato oggi alla Camera dei deputati i risultati dell'iniziativa lanciata a febbraio per sostenere un'azione coordinata contro la discriminazione dell'Iban, nel corso di un incontro promosso insieme a Satispay nella Sala Stampa di Montecitorio.

La discriminazione dell'Iban si verifica quando aziende, enti o piattaforme rifiutano un pagamento per il solo motivo che il codice Iban, pur essendo valido nell'area Sepa (Single Euro Payments Area), non è considerato «nazionale». Una condotta che colpisce chi lavora all'estero ma mantiene un conto in un altro Paese europeo, chi sceglie una banca con sede in un diverso Stato membro o chi semplicemente decide di utilizzare un conto aperto fuori dall'Italia per domiciliare bollette e rate.

Le conseguenze ricadono direttamente sui consumatori. La pratica limita la libertà di scegliere la propria banca, crea costi aggiuntivi — può obbligare a mantenere o ad aprire un secondo conto corrente — e ostacola l'accesso a servizi essenziali come energia, telefonia, pensioni o pagamenti fiscali. È quanto emerso dall'iniziativa avviata a febbraio da Altroconsumo, che ha raccolto segnalazioni e chiesto un intervento coordinato a livello europeo.

L'incontro in Parlamento con Satispay, promosso nella Sala Stampa della Camera, segna un passaggio pubblico della campagna: l'obiettivo è portare il tema all'attenzione delle istituzioni italiane ed europee, dal momento che l'area Sepa dovrebbe garantire pari trattamento a tutti i pagamenti effettuati con Iban validi, indipendentemente dal Paese di origine del conto.

La discriminazione dell'Iban non è un fenomeno marginale né limitato all'Italia. Si tratta di una pratica diffusa in tutta Europa, che sfrutta la mancata uniformità delle regole applicate da operatori e piattaforme. Per i consumatori che si trovano a gestire utenze, rate o adempimenti fiscali, il rifiuto di un Iban estero si traduce in un ostacolo concreto alla vita quotidiana e in un freno alla concorrenza tra istituti di credito.

Altroconsumo e Satispay chiedono ora un'azione coordinata contro questa forma di discriminazione, sostenendo che il principio della libera circolazione dei pagamenti nell'area Sepa debba essere applicato senza eccezioni. La presentazione dei risultati a Montecitorio rappresenta il tentativo di trasformare le segnalazioni dei consumatori in un'interlocuzione istituzionale, con l'obiettivo di eliminare una barriera che incide sulla libertà di scelta e sui costi sostenuti dalle famiglie.

Autore

Cronaca e giustizia

Giulia Sanna — cronaca e giustizia, Filo Civico.