La segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, ha illustrato in un'intervista le proposte del sindacato al governo sui principali dossier economici e sociali dei prossimi mesi. Al centro del confronto ci sono l'ex Ilva, le crisi industriali, i salari, le pensioni e il rinnovo dell'accordo sulla rappresentanza. Fumarola parte dai risultati ottenuti sul fronte dell'occupazione, che definisce «importanti» e «positivi», ma avverte che non basta fermarsi alla quantità: la priorità è trasformare la crescita in lavoro stabile, qualificato e sicuro, capace di offrire prospettive soprattutto ai giovani e alle donne.

Sul dossier ex Ilva, che segue personalmente dalla crisi del 2012, la leader della Cisl ricorda che Taranto ha vissuto per anni una contrapposizione molto forte tra chi difendeva lo stabilimento, la produzione e l'occupazione e chi riteneva che la chiusura fosse la soluzione ai problemi ambientali e sanitari. La posizione del sindacato resta quella di cercare un punto di equilibrio. «Noi non abbiamo mai commentato le sentenze e quindi accettiamo quello che i giudici decidono», chiarisce Fumarola, aggiungendo però che i diversi diritti costituzionali possono essere tutelati contemporaneamente: lavoro, salute, sicurezza e ambiente insieme al valore dell'impresa e alla strategicità della produzione dell'acciaio per il Paese.

Per questo la segretaria della Cisl ritiene che ci sia ancora la possibilità di realizzare l'«ambientalizzazione» dello stabilimento, una trasformazione che il sindacato chiede da tempo. Per riuscirci, però, servono risorse, soggetti capaci di governare una realtà industriale di quelle dimensioni e una presenza chiara dello Stato. «Bisogna individuare risorse, bisogna individuare soggetti che se ne devono occupare», dice Fumarola. E in questo percorso «lo Stato deve essere presente», con una funzione di coordinamento e, se necessario, anche attraverso un intervento più diretto. La scelta del soggetto che dovrà governare il futuro dell'ex Ilva è quindi decisiva: la Cisl chiede che l'impianto non venga consegnato a chi potrebbe avere interessi diversi rispetto alla produzione e all'occupazione, per evitare che Taranto diventi un'area dismessa come Bagnoli.

Il dossier ex Ilva si inserisce in un quadro industriale più ampio che, nonostante il miglioramento dei dati sull'occupazione, continua a presentare numerose criticità. Il tema del lavoro si intreccia inevitabilmente con quello dei giovani. Fumarola guarda con preoccupazione alla continua uscita di ragazzi dall'Italia e individua nelle condizioni del mercato del lavoro una delle ragioni del fenomeno. «I giovani oggi hanno un'idea diversa di quello che deve essere il rapporto di lavoro. Chiedono stabilità, possibilità di crescita professionale, benessere lavorativo e un welfare più forte. Non vogliono soltanto trovare un'occupazione, ma costruire intorno al lavoro un progetto di vita, compresa la possibilità di formare una famiglia», osserva. Un cambiamento che, secondo la Cisl, deve essere raccolto dalle politiche pubbliche e dalle imprese.

Da qui la richiesta di interventi nella prossima legge di bilancio. Tra le proposte del sindacato ci sono la defiscalizzazione delle tredicesime, l'allargamento della quattordicesima e l'ampliamento del secondo scaglione Irpef ai redditi fino a 60 mila euro. Misure che, nelle intenzioni della Cisl, dovrebbero contribuire a sostenere il reddito e il potere d'acquisto delle famiglie. La questione salariale, del resto, è indicata da Fumarola come la prima preoccupazione del sindacato. Sul salario minimo la posizione della Cisl resta quella del salario minimo contrattuale: la segretaria rivendica il ruolo della contrattazione collettiva e delle organizzazioni comparativamente più rappresentative, ritenendo che sia questo lo strumento attraverso il quale garantire livelli salariali adeguati e contrastare le distorsioni del mercato del lavoro.

Un tema che si collega direttamente alla rappresentanza sindacale, dove Fumarola auspica che il rapporto con Cgil e Uil possa continuare a essere costruito sui contenuti, evitando che i mesi che precedono le elezioni diventino un terreno di scontro permanente. «Noi speriamo che questi ultimi mesi prima delle elezioni non diventino un'arena nella quale le diverse parti se ne dicono di ogni tipo, stando lontano invece dai problemi che devono essere necessariamente affrontati», afferma. La segretaria della Cisl sottolinea che oggi la situazione è diversa e che si sta lavorando sul merito di alcune questioni, a partire dall'esigenza di rinnovare l'accordo sulla rappresentanza. Il decreto Primo Maggio, aggiunge, nell'individuare le organizzazioni sindacali e professionali comparativamente più rappresentative impone anche la misurazione.

Autore

Cronista di politica

Elena Ferraro — cronista di politica, Filo Civico.