Fitch Ratings ha confermato il rating di lungo termine dell'Italia a BBB+ con outlook stabile. La decisione, comunicata dall'agenzia di rating, conferma il giudizio sul debito sovrano italiano dopo le promozioni ottenute nel 2025 da parte di tutte le principali agenzie internazionali.

Secondo Fitch, il rating dell'Italia è sostenuto da un'economia di grandi dimensioni, sempre più diversificata e ad alto valore aggiunto, nonché dai vantaggi in termini di stabilità istituzionale e finanziaria derivanti dall'appartenenza all'Unione europea e all'area dell'euro. A questi fattori si aggiungono livelli di ricchezza elevati e indicatori di governance relativamente solidi. Tali punti di forza sono però controbilanciati da un onere del debito pubblico molto elevato e da prospettive di crescita a medio termine limitate, che restringono la flessibilità di bilancio e limitano la capacità di riduzione del debito.

Sul fronte dei conti pubblici, Fitch prevede un modesto miglioramento del deficit di bilancio nel 2026, portandolo al 2,9% del Pil, rispetto alla mediana del 3,2% per i paesi con rating BBB. Il miglioramento è attribuito a una gestione prudente della spesa e al dinamismo delle entrate, favorito in parte da un mercato del lavoro solido. Le misure adottate finora per compensare i maggiori costi energetici sono state contenute, inferiori allo 0,2% del Pil, e a impatto neutro sul bilancio.

Gli investimenti pubblici rimangono al centro dell'attenzione, trainati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, con l'obiettivo di mantenere lo slancio economico nel medio periodo. Il governo ha attivato la clausola di salvaguardia nazionale per consentire una maggiore flessibilità di spesa destinata all'energia, pari allo 0,6% del Pil, e alla difesa, pari allo 0,9%, nel periodo 2026-2028. Fitch prevede che le spese effettive saranno inferiori agli stanziamenti nominali, ma è probabile che il governo riveda al rialzo gli obiettivi di deficit per il 2027-2028 rispetto a quanto previsto nel Piano Strutturale di Medio Termine, per far fronte a tali esborsi. Attualmente l'agenzia prevede che i livelli di deficit rimangano sostanzialmente invariati a partire dal 2026, con un miglioramento del saldo primario di 0,3 punti percentuali.

Secondo lo scenario di base di Fitch, l'Italia dovrebbe uscire dalla procedura per i disavanzi eccessivi il prossimo anno. Nel complesso, l'agenzia continua a riscontrare un forte impegno del governo, confermato da una comprovata e crescente attenzione verso la prudenza fiscale e il rispetto delle regole europee, nonostante persistano pressioni a lungo termine legate all'invecchiamento della popolazione, agli oneri per interessi e al cambiamento climatico.

Il 2025 è stato l'anno delle promozioni per il debito italiano, mentre il 2026 si sta rivelando l'anno delle conferme. L'unico movimento recente è stato quello di S&P Global che il 30 gennaio ha alzato l'outlook da stabile a positivo, citando migliori prospettive di crescita, a circa lo 0,8% nel 2026 rispetto allo 0,5% stimato per il 2025, con l'accelerazione dell'esecuzione dei progetti finanziati dall'Unione europea e l'aumento dei redditi reali. Lo scorso anno, a novembre, era stata Moody's ad alzare il rating a Baa2 da Baa3 con outlook stabile, dopo aver già migliorato l'outlook il 23 maggio, portandolo da stabile a positivo. In aprile S&P Global Ratings aveva aumentato il giudizio da BBB a BBB+ con outlook stabile. A settembre 2025 era stata proprio Fitch a decidere l'upgrade da BBB a BBB+ con outlook stabile, in una serie completata dalla tripletta composta da Dbrs il 17 ottobre, che ha riportato la A (low), da Kbra la settimana successiva con BBB+ e outlook stabile, e da Scope il 30 ottobre con BBB+ e outlook positivo.

Autore

Redattore economia

Marco Bellini — redattore economia, Filo Civico.