L'Italia vuole fare della Tunisia uno dei suoi principali punti d'appoggio tecnologici nel Mediterraneo. Il 13 e 14 ottobre, alla Città della cultura di Tunisi, un padiglione nazionale italiano riunirà startup, imprese, investitori e istituzioni in occasione della terza edizione di Bigtech Africa, appuntamento dedicato all'innovazione, alla trasformazione digitale e al finanziamento delle giovani imprese.

L'obiettivo dichiarato non è allestire una semplice vetrina nazionale, ma creare partnership in settori diventati centrali per entrambe le economie: energia, fintech, intelligenza artificiale, tecnologie verdi e digitalizzazione. Battezzato Italian Innovation Hub, il padiglione riunirà diverse componenti dell'ecosistema italiano dell'innovazione: Lab Innova for Africa – Luca Attanasio, Terna Innovation Zone, InnovaTech, InnovUp, Fintech District e Italian Business Angels Network, insieme alla Camera tuniso-italiana di commercio e industria, a Cies Onlus e all'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo.

La composizione riflette l'approccio che Roma sta cercando di sviluppare in Tunisia: combinare internazionalizzazione delle imprese, formazione, investimento privato e cooperazione pubblica. Le startup non vengono più considerate soltanto un settore emergente, ma uno strumento per modernizzare filiere industriali tradizionali e creare nuove connessioni tra le due sponde del Mediterraneo.

Bigtech Africa 2026 dovrebbe riunire oltre 4.000 partecipanti, più di mille incontri tra imprese, oltre 40 investitori e più di cento relatori provenienti da almeno dieci Paesi. Il programma sarà articolato su tre direttrici: cooperazione internazionale e trasformazione digitale, applicazioni tecnologiche per imprese e pubbliche amministrazioni, investimenti e startup. Tra i temi annunciati figurano intelligenza artificiale sovrana, cybersicurezza, cloud africano, GovTech, fintech, GreenTech e Industria 4.0.

La presenza italiana arriva in una fase di avvicinamento economico già ben avviata. A giugno, il Forum imprenditoriale Italia-Tunisia aveva riunito a Tunisi circa 200 rappresentanti italiani e quasi 400 partecipanti tunisini, con sessioni dedicate anche alla transizione energetica e digitale, all'industria avanzata e all'innovazione.

L'offensiva tecnologica si inserisce in un quadro finanziario più ampio. Per il periodo 2025-2027, Roma ha previsto circa 400 milioni di euro di sostegno alla Tunisia, di cui 320 milioni in crediti d'aiuto e 80 milioni in doni. Le priorità comprendono resilienza economica, efficienza energetica, sicurezza alimentare e adattamento al cambiamento climatico. Nel 2025, il portafoglio complessivo delle iniziative italiane in corso nel Paese ammontava a circa 671 milioni di euro.

Sul fronte delle startup, questa strategia ha già preso forma con Lab Innova for Africa, programma dedicato alle giovani imprese tunisine attive nell'innovazione e nelle tecnologie digitali, che prevede anche uno study tour a Roma e Napoli in ottobre. Nel settore energetico, la Terna Innovation Zone Tunisia ha già organizzato incontri tra startup italiane e tunisine; a luglio, gli Innovation Talks hanno riunito imprese, investitori, venture capitalist e università attorno a intelligenza artificiale, sostenibilità e nuove tecnologie.

Bigtech Africa proverà ora a riunire queste iniziative sotto uno stesso tetto. Per l'Italia, la sfida sarà trasformare una serie di programmi di cooperazione in una rete economica più stabile, capace di collegare imprese, capitali e innovazione tra Tunisia, Italia e, più in generale, i mercati africani.

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Autore

Redattore economia

Marco Bellini — redattore economia, Filo Civico.