Le mosse del governo per contenere il caro carburanti iniziano a produrre effetti concreti sulle tasche degli automobilisti. Dopo Eni, anche Ip ha deciso di applicare un tetto ai prezzi di vendita di benzina e gasolio, estendendo la platea dei distributori coinvolti a circa il 40% del totale presente in Italia. L'iniziativa, annunciata nelle scorse ore, promette risparmi mensili che per una famiglia con due auto possono arrivare fino a 80 euro.
Il gruppo Eni, guidato da Claudio Descalzi, applica da oggi un prezzo massimo di 2,19 euro al litro per il gasolio e 1,99 euro al litro per la benzina nella sua rete Enilive, che conta circa 4.000 distributori. A questa si è aggiunta Socar, la compagnia petrolifera e del gas statale dell'Azerbaigian, che controlla la rete Ip — la più grande in Italia con 4.500 pompe — e il marchio Esso, con oltre 2.000 distributori. L'impegno riguarda per ora solo Ip, ma la società ha fatto sapere che il tetto potrebbe essere esteso presto anche a Esso, portando i distributori coinvolti oltre i 10.000 sui circa 22.000 totali presenti sul territorio nazionale.
L'operazione non è passata inosservata a Palazzo Chigi. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha parlato di «un segnale importante di attenzione alle famiglie italiane», ringraziando il presidente dell'Azerbaigian, Ilham Aliyev, e il presidente di Socar, Rovshan Najaf, per un'iniziativa che ha definito non dovuta né scontata. Il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Luigi Bignami, ha commentato parlando di «una severa lezione alla sinistra», mentre l'opposizione continua a chiedere misure più incisive, come stangate sulle compagnie petrolifere o prezzi fissati per legge.
I calcoli sui risparmi concreti arrivano dalle associazioni dei consumatori. Secondo l'Adusbef, sulla rete ordinaria l'iniziativa di Eni porterà un litro di benzina a costare 16,9 centesimi in meno rispetto ai listini attuali, pari a una minore spesa di 8,45 euro a pieno. Per il gasolio il risparmio sarà di 18,7 centesimi al litro, equivalenti a 9,35 euro a pieno. Il Centro Studi di Unimpresa stima che per una famiglia con due auto il beneficio possa salire fino a 17,80 euro a settimana, circa 80 euro al mese. Per le piccole imprese che utilizzano furgoni e veicoli commerciali leggeri, il risparmio va da 12 a 37 euro settimanali per mezzo al netto dell'Iva, cioè da 50 a 160 euro al mese. Una flotta di dieci furgoni può arrivare a 245 euro settimanali e a oltre 3.300 euro fino alla fine dell'anno.
Il governo non si limita a incoraggiare le iniziative volontarie delle compagnie. È in programma per giovedì prossimo un vertice con le aziende del settore per discutere un aumento della capacità di raffinazione, ridotta in tutta Europa negli ultimi anni anche a causa delle politiche del Green Deal e ritenuta strettamente legata all'andamento dei prezzi. L'obiettivo dichiarato è rafforzare la sicurezza energetica del Paese e ridurre la dipendenza dalle importazioni, in un contesto internazionale ancora instabile.
La vicenda si intreccia con i rapporti tra Italia e Azerbaigian, consolidati negli ultimi anni anche attraverso il gasdotto Tap, che porta in Puglia circa 10 miliardi di metri cubi di metano all'anno, saliti a 11,2 nel 2026 con l'impegno ad arrivare fino a 20 miliardi negli anni successivi. Un rapporto che la premier ha coltivato in chiave di sicurezza energetica e di rafforzamento degli scambi commerciali, e che ora produce effetti anche sul fronte dei carburanti alla pompa.
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