Green Building Council Italia rilancia la proposta di rendere accessibile la casa e di rafforzare la competitività del settore delle costruzioni, sostenendo che la transizione ecologica debba essere alla portata delle famiglie e sostenibile per le imprese. Al centro della proposta c'è l'idea di unire risorse pubbliche e investimenti privati, in un quadro che l'associazione definisce di transizione ecologica democratica.

La seconda edizione del Green Building Forum Italia, intitolata «Costruire l'Italia di domani», si è svolta all'Auditorium Parco della Musica di Roma e ha riunito rappresentanti del Governo, istituzioni e operatori della filiera del costruito. Secondo i dati annunciati durante i lavori, hanno partecipato 500 persone in sala e 2.200 professionisti collegati da remoto. Il Forum arriva dopo il debutto milanese del 2025 e cade nel diciottesimo anno dalla fondazione dell'associazione.

Il presidente Fabrizio Capaccioli ha indicato nel confronto un contributo concreto alle istituzioni, in particolare per il recepimento della direttiva Case Green e per una riforma strutturata dell'abitare. «Il Forum ha mostrato quanto Green Building Council può offrire al Paese», ha dichiarato, aggiungendo che l'associazione mette a disposizione le proprie conoscenze tecniche e tecnologiche per definire il percorso di recepimento della direttiva. Capaccioli ha sottolineato che serve una collaborazione sempre più forte con le istituzioni, e che unire risorse pubbliche e investimenti privati sul patrimonio pubblico e sulla proprietà privata è la chiave per la riforma.

Un sondaggio di Eumetra, presentato al Forum da Renato Mannheimer per il Rapporto GBC Italia 2026 «La Casa Sostenibile», mostra il divario tra necessità e capacità di spesa. Su 1.000 intervistati, il 67% ritiene necessari lavori di efficientamento energetico nel proprio immobile, ma soltanto il 28% dichiara l'intenzione di sostenerne i costi. Secondo l'associazione, la possibilità di finanziare gli interventi è decisiva per allargare i benefici della transizione.

Sul fronte pubblico, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha indicato l'obiettivo di riqualificare 60mila alloggi oggi inutilizzati perché fuori norma, con un investimento medio di 25-30mila euro per unità e interventi a partire dalla primavera 2027. «Il Piano Casa è ambizioso ma realizzabile», ha affermato, sostenendo che la sostenibilità ambientale debba essere bilanciata con quella economica, affinché il green sia un'alternativa conveniente. Salvini ha inoltre richiamato la necessità di rispondere a chi resta escluso dalle graduatorie dell'edilizia pubblica ma non riesce a sostenere i prezzi del libero mercato, attraverso un intervento pubblico o un mix tra pubblico e privato.

Sul finanziamento del recupero degli alloggi popolari, Alessandro Morelli ha richiamato 970 milioni di euro e sollecitato un patto tra Governo e imprese. Il confronto ha coinvolto anche Carlo Calenda, il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio, i deputati Marco Osnato, Patty L'Abbate e Alberto Di Rubba, l'eurodeputato Pierfrancesco Maran e l'assessore all'Urbanistica di Roma Capitale Maurizio Veloccia, collegando le scelte nazionali alla dimensione europea e urbana.

Dal lato industriale, il Forum ha riunito sviluppatori, società di progettazione, produttori di materiali e imprese di servizi. Con il sostegno degli Official Sponsor COSTIM RE, GEWISS, Heidelberg Materials e WOLF System, il confronto con la filiera ha approfondito le condizioni per tradurre risorse e obiettivi ambientali in interventi realizzabili. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, nel suo messaggio, ha sostenuto che politica industriale e transizione ambientale devono lavorare insieme per garantire competitività alle costruzioni, e che un'impresa che paga l'energia più delle concorrenti europee non riesce a investire in decarbonizzazione. Urso ha richiamato le 27mila istanze presentate per il Nuovo Piano Transizione 5.0, per circa 8 miliardi di euro di investimenti, e la volontà di estendere la misura con la prossima legge di bilancio.

GBC Italia affianca alla possibilità di finanziare i lavori la necessità di verificarne i risultati attraverso protocolli di certificazione e controlli indipendenti, in grado di misurare il risparmio energetico e la qualità degli ambienti, così da rafforzare la fiducia di famiglie e investitori. Recupero degli immobili inutilizzati, finanziabilità degli interventi e verifica dei benefici sono dunque i tre passaggi con cui l'associazione propone di collegare diritto alla casa e obiettivi ambientali.

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Autore

Cronista di politica

Elena Ferraro — cronista di politica, Filo Civico.