Il via libera alla manovra in Consiglio dei ministri slitterà di qualche giorno. Il rinvio serve a chiudere il dialogo aperto dal governo con la Commissione europea sui margini di utilizzo della flessibilità concessa sui fondi per l'energia, e solo dopo sarà possibile definire il testo della legge di bilancio con le singole voci.
L'esecutivo chiede a Bruxelles di poter indirizzare le risorse dello scostamento di bilancio, circa 29 miliardi per il biennio 2027-28, non solo sugli investimenti ma anche su aiuti a famiglie e imprese contro il caro energia. L'altra metà dello scostamento è destinata alla difesa. In teoria la manovra andrebbe inviata a Bruxelles entro il 20 ottobre, ma il governo intende prima verificare quali margini esistano nella trattativa, in attesa di una decisione che potrebbe arrivare nel corso dell'Ecofin del 9 e 10 novembre.
Le priorità indicate dalle fonti di maggioranza sono gli interventi a favore di giovani e anziani, il rafforzamento della sanità, il sostegno alle famiglie e le misure per fronteggiare il costo dell'energia. Le singole misure sono ancora in corso di definizione. Sarebbe tramontata, secondo quanto filtra, l'ipotesi di ampliare l'aliquota Irpef al 33% fino a 60mila euro di reddito. Si ragiona invece sulla possibilità di concentrare le risorse su misure per far crescere i salari degli under 35 e incentivare un cashback sanitario.
Ieri sera a Palazzo Chigi si è riunito per due ore un vertice di maggioranza convocato dalla premier Giorgia Meloni. Alla riunione hanno partecipato i vicepresidenti del Consiglio Antonio Tajani e Matteo Salvini, il ministro dell'Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti e il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi. Al centro dell'incontro il confronto sulle priorità della manovra, sulle risorse disponibili e sulle misure a sostegno di famiglie, imprese e lavoratori. Il confronto proseguirà nei prossimi giorni per individuare, sottolineano le fonti di maggioranza, «un equilibrio tra le priorità della maggioranza e i margini finanziari disponibili».
Durante il vertice è stato fatto il punto anche sulla trattativa con l'Unione europea per ottenere maggiori margini di flessibilità: proprio in considerazione del negoziato, l'approvazione in Cdm slitta di qualche giorno, con l'obiettivo di definire un testo che tenga conto dell'esito delle interlocuzioni con Bruxelles. I leader hanno discusso inoltre del contributo richiesto al settore finanziario nell'ambito delle coperture. Il Documento programmatico di bilancio approvato la scorsa settimana traccia il profilo di una manovra da 23,5 miliardi, con la richiesta di un contributo da 5 miliardi per il prossimo anno da parte di banche e assicurazioni.
La Lega spinge per un contributo sostanzioso da parte degli istituti di credito, mentre Forza Italia è più dubbiosa e chiede di portare avanti il dialogo con le banche. Nel corso del vertice, a quanto filtra, le posizioni sarebbero rimaste immutate. Intanto il presidente di Confindustria Emanuele Orsini invita a «lanciare un progetto Italia» capace di attrarre i fondi pazienti, come i fondi pensione che hanno 440 miliardi da investire, e gli italiani che hanno 1.500 miliardi sui conti correnti non investiti.
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