L'operazione che vede il Monte dei Paschi di Siena protagonista di una doppia offerta pubblica di scambio contemporanea rappresenta una prima assoluta nel panorama finanziario italiano. Mai prima d'ora, infatti, si era verificato un caso in cui un istituto più piccolo per capitalizzazione lancia un'Ops su un concorrente più grande, con tutte le complessità regolamentari che ne derivano. La cosiddetta passivity rule, la norma che limita i poteri del management durante un'offerta pubblica, impone vincoli stringenti che il consiglio di amministrazione della banca senese deve rispettare scrupolosamente.

La passivity rule, introdotta dalla direttiva europea sulle offerte pubbliche di acquisto, impedisce al consiglio di amministrazione della società target di compiere atti che possano ostacolare il successo dell'offerta senza l'approvazione dell'assemblea degli azionisti. Nel caso specifico, però, la situazione si capovolge: è la stessa banca promotrice dell'Ops a dover osservare queste limitazioni, in un contesto in cui la complessità dell'operazione supera ogni precedente. Gli advisor legali stanno studiando ogni aspetto della normativa per garantire che il percorso dell'offerta rispetti pienamente i paletti imposti dalla regolamentazione europea e dalle disposizioni della Consob.

Nel frattempo, emerge l'ipotesi che Intesa Sanpaolo, principale azionista di Mediobanca con una partecipazione di circa il 9,8%, stia valutando la presentazione di un esposto alla Consob. La mossa, secondo quanto riportato da fonti vicine al dossier, sarebbe finalizzata a ottenere chiarimenti sulla correttezza procedurale dell'operazione e sulla completezza delle informazioni fornite dal Monte dei Paschi. L'esposto potrebbe concentrarsi sulla congruità del rapporto di cambio proposto e sulla sostenibilità patrimoniale dell'operazione per la banca senese.

Il nodo centrale riguarda la valutazione delle azioni Mediobanca incorporate nell'offerta. Il Monte dei Paschi ha proposto un rapporto di cambio che valorizza l'istituto guidato da Alberto Nagel in misura inferiore rispetto alle valutazioni espresse dal mercato nelle settimane precedenti l'annuncio. Gli analisti sottolineano come la differenza tra il prezzo di mercato e il valore implicito nell'offerta possa rappresentare un elemento di criticità, soprattutto in considerazione del fatto che l'operazione richiederà comunque l'approvazione delle autorità di vigilanza.

La doppia Ops, che coinvolge anche l'offerta lanciata da Banco Bpm su Anima Holding, crea uno scenario competitivo senza precedenti. Le due operazioni, pur essendo formalmente indipendenti, si intrecciano sul mercato e potrebbero influenzarsi reciprocamente. Gli investitori istituzionali osservano con attenzione l'evoluzione della situazione, consapevoli che l'esito di queste operazioni ridisegnerà gli equilibri del sistema bancario italiano.

Il Monte dei Paschi, dal canto suo, ha già ottenuto il via libera del consiglio di amministrazione alla presentazione dell'offerta, ma la strada verso il perfezionamento dell'operazione è ancora lunga. La banca dovrà ottenere il parere della Banca Centrale Europea sulla solidità del piano industriale e sulla sostenibilità dell'operazione dal punto di vista patrimoniale. Le autorità di vigilanza valuteranno anche l'impatto dell'operazione sulla concorrenza nel settore bancario italiano, già caratterizzato da un elevato grado di concentrazione.

Gli esperti di diritto societario sottolineano come la passivity rule, in questo contesto, assuma un ruolo paradossale. La norma, pensata per proteggere le società target da offerte ostili, finisce per limitare anche la società offerente quando questa è quotata e quindi soggetta alla stessa disciplina. Il consiglio di amministrazione del Monte dei Paschi, guidato da Luigi Lovaglio, dovrà astenersi da qualsiasi atto che possa essere interpretato come ostacolo all'operazione, ma allo stesso tempo deve garantire la corretta informativa al mercato.

La Consob, che vigila sulla trasparenza delle operazioni di mercato, potrebbe richiedere chiarimenti integrativi al Monte dei Paschi sulla documentazione presentata. L'eventuale esposto di Intesa Sanpaolo accelererebbe questo processo, costringendo la banca senese a fornire ulteriori dettagli sulle assunzioni alla base del rapporto di cambio e sulle proiezioni di sinergie derivanti dall'integrazione con Mediobanca.

Il mercato attende ora i prossimi passaggi procedurali, che si snoderanno nelle prossime settimane. La pubblicazione del documento d'offerta, la valutazione degli advisor indipendenti e il parere delle authority europee rappresentano le tappe fondamentali di un'operazione che, per la sua complessità e per il suo carattere innovativo, sarà osservata con attenzione da tutti gli operatori del settore finanziario europeo.

Autore

Redattore economia

Marco Bellini — redattore economia, Filo Civico.