La Francia affronta una nuova giornata di tensione dopo le violenze scoppiate durante la mobilitazione studentesca per chiedere maggiori risorse all'istruzione. Circa 400 licei su 3.700 sono stati chiusi dalle autorità, le lezioni si tengono a distanza in numerosi istituti e i prefetti hanno vietato le manifestazioni davanti alle scuole interessate. Il ministro dell'Educazione, Edouard Geffray, incontra oggi sindacati, associazioni di liceali e genitori e rappresentanti degli studenti nel tentativo di riaprire il dialogo.
Il bilancio della protesta è pesante. Secondo le autorità, ieri si sono registrate 900 azioni davanti ai licei, con un'estensione della mobilitazione a tutti i dipartimenti del Paese, e quasi 2mila persone sono state fermate. Oltre 300 poliziotti e gendarmi sono rimasti feriti. Il ministro dell'Interno Laurent Nunez ha condannato «una violenza sfrenata». Dall'inizio del movimento, ha riferito Geffray, sono rimasti feriti anche 65 dipendenti del sistema scolastico e 170 studenti. Tra i feriti figurano 40 presidi, un dato definito allarmante dallo stesso ministro, che ha chiesto l'aiuto dei genitori perché «in strada i ragazzi sono in pericolo».
Sul piano politico, il governo ha denunciato «violenze urbane» e attribuito la responsabilità a La France insoumise. Secondo i servizi del primo ministro, la mobilitazione sarebbe una «manovra organizzata da Lfi e dai suoi alleati dell'ultrasinistra». Il coordinatore del partito, Manuel Bompard, ha respinto le accuse, rimproverando a Matignon di «sprofondare nel complottismo». Per Geffray, «il movimento dei liceali è preso in ostaggio da gruppuscoli ultraviolenti».
Annunciando la chiusura di circa 400 istituti, il ministro ha sottolineato che «la prima cosa è proteggere i nostri studenti», rivolgendo poi un appello alle famiglie: «Non lasciate andare i vostri figli in un contesto del genere». A Parigi il divieto di manifestare riguarda 13 istituti. A Rennes, già in mattinata, alcuni studenti, anche incappucciati e vestiti di nero, si sono radunati davanti al liceo Jean Macè, presidiato da numerosi agenti.
Nel tentativo di allentare la tensione, il governo ha rinunciato a introdurre tasse di iscrizione per i percorsi tecnici superiori Bts e per le classi preparatorie alle grandes écoles, una misura contenuta nel progetto di bilancio 2027 presentato ieri e contestata dalla sinistra e da diversi sindacati. Secondo il ministero dell'Interno, ieri la mobilitazione ha coinvolto complessivamente 1.027 istituti, con 222 blocchi. Alla protesta hanno aderito anche gli universitari, con una trentina di campus bloccati. Le organizzazioni studentesche invitano a proseguire la mobilitazione in vista di una grande manifestazione martedì, in un clima sociale e politico già teso a sette mesi dalle elezioni presidenziali.
I danni economici sono ingenti. Tra 25 e 30 milioni di euro di danni nella regione Alvernia-Rodano-Alpi per le violenze legate ai blocchi dei licei: è la stima fornita dal presidente della Regione, Fabrice Pannekoucke, che ha ribadito la richiesta di far pagare i responsabili. «Siamo ancora alle stime e, a oggi, siamo tra 25 e 30 milioni di euro» di danni, considerando «gli istituti, le aree circostanti e i veicoli attaccati», ha dichiarato a franceinfo l'esponente dei Républicains. Nella regione, ha aggiunto, oggi restano chiusi 93 licei su poco più di 300.
Pannekoucke ha spiegato che i servizi regionali stanno lavorando all'identificazione dei responsabili insieme alle forze dell'ordine e alla prefettura, utilizzando filmati pubblicati sui social, immagini della videosorveglianza e video girati negli istituti. «Bisogna perseguire ciascuno di questi vandali affinché a ogni euro di danno corrisponda un euro da pagare. Non si può chiedere al contribuente di farsi carico di eventi come questi», ha affermato. La posizione riprende quella espressa ieri da Laurent Wauquiez, capogruppo dei deputati dei Républicains, ex presidente della Regione e oggi suo consigliere speciale. «I vandali dovranno pagare», aveva dichiarato, annunciando la preparazione di oltre 400 denunce per chiedere in tribunale i risarcimenti a chi ha «trasformato i nostri licei in scene di guerra». Wauquiez aveva inoltre annunciato la sospensione degli aiuti regionali destinati «ai vandali e alle loro famiglie», citando il Pass-Région e le agevolazioni per mense e trasporti scolastici.
Il ministro della Giustizia francese Gerald Darmanin ha chiesto ai procuratori di far valere la responsabilità civile dei genitori per i danni provocati dai figli durante il movimento di blocco dei licei, affinché siano loro a «pagare le riparazioni». Lo ha dichiarato lo stesso ministro a Rtl. Dall'inizio delle proteste, circa 2mila persone sono state poste in stato di fermo, «di cui il 90% minorenni», ha precisato Darmanin. Un terzo delle persone fermate è accusato di violenze contro le persone.
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