Le Forze di Difesa Israeliane hanno annunciato di avere ucciso Saher Nidal Latfi Sakr, l'uomo che secondo l'esercito guidava la motocicletta con cui il 7 ottobre 2023 fu rapita Noa Argamani. L'operazione è stata condotta nell'area di Nuseirat, nella Striscia di Gaza, dalle forze israeliane insieme allo Shin Bet e all'unità Gideonim 33 della Lahav 433.

Secondo il comunicato diffuso dall'Idf, Sakr era entrato in territorio israeliano durante l'attacco del 7 ottobre 2023 e si trovava alla guida del mezzo utilizzato per portare via Noa Argamani e il compagno Avinatan Or dal festival musicale Nova. Le immagini di quel rapimento, con la giovane trascinata sulla moto, avevano fatto il giro del mondo e sono diventate uno dei simboli della tragedia di quel giorno.

Noa Argamani è stata liberata dalle forze israeliane l'8 giugno 2024, dopo 246 giorni di prigionia. Avinatan Or è rimasto invece in ostaggio di Hamas per 738 giorni, fino al 13 ottobre 2025. La vicenda dei due giovani è stata tra le più seguite dell'intera crisi, anche per la diffusione delle immagini del sequestro al festival Nova, uno dei luoghi dove si è consumato il massacro del 7 ottobre.

L'esercito israeliano sostiene che negli ultimi tempi Sakr stesse preparando attacchi contro soldati e civili israeliani, in collaborazione con militanti delle ali armate di Hamas e della Jihad Islamica Palestinese. La nota dell'Idf lo descrive come un militante affiliato a organizzazioni jihadiste operanti nella Striscia di Gaza.

Nello stesso comunicato, l'esercito e lo Shin Bet hanno reso noto che la scorsa settimana è stato ucciso anche Muhammad Hamad Muhammad Ghabain, comandante di Hamas indicato come coinvolto nel sequestro di nove cittadini israeliani dopo il 7 ottobre. L'attacco è avvenuto nel nord della Striscia di Gaza. Tra le persone tenute in ostaggio secondo l'Idf figurano Ziv Berman, Gali Berman, Eitan Mor, Liri Albag, Agam Berger, Matan Angrest, Omri Miran, Keith Siegel e Alon Ohel.

Secondo le Forze di Difesa Israeliane, di recente Ghabain è stato coinvolto nell'organizzazione di attacchi contro truppe e civili israeliani e nel ripristino delle capacità di Hamas, in quella che l'esercito definisce una sistematica violazione del cessate il fuoco. L'Idf ha spiegato di avere agito per eliminare la minaccia che il comandante rappresentava.

Gli annunci si inseriscono nel quadro delle operazioni israeliane nella Striscia di Gaza, dove l'esercito continua a condurre raid mirati contro figure indicate come responsabili o organizzatori di attacchi. Le autorità israeliane presentano queste operazioni come azioni di sicurezza, mentre sul terreno resta alta la tensione legata alla fragile tregua e alla sorte degli ostaggi ancora nelle mani delle milizie palestinesi.

La morte di Sakr chiude un capitolo simbolico del 7 ottobre, quello legato alle immagini del rapimento di Noa Argamani, ma non riguarda soltanto il passato. L'accusa rivolta all'uomo di preparare nuovi attentati mostra come, secondo Israele, la minaccia rappresentata da militanti affiliati a organizzazioni jihadiste a Gaza resti attuale nonostante il cessate il fuoco.

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Redattore economia

Marco Bellini — redattore economia, Filo Civico.