WASHINGTON — La costruzione della nuova sala da ballo della Casa Bianca voluta da Donald Trump può proseguire mentre continua la battaglia giudiziaria sul potere del presidente di trasformare una proprietà federale senza una specifica autorizzazione del Congresso.

Il 31 agosto la Corte Suprema degli Stati Uniti ha sospeso l’ingiunzione che limitava i lavori del progetto, oggi valutato intorno ai 400 milioni di dollari. La decisione produce un effetto concreto immediato sul cantiere, ma non stabilisce che l’opera sia legale. La maggioranza si è concentrata invece sulla legittimazione ad agire, cioè sulla capacità del National Trust for Historic Preservation di dimostrare un danno personale sufficiente per portare il caso davanti a un tribunale federale.

Il Trust aveva indicato, tra gli altri elementi, l’interesse di una residente di Washington che frequenta la zona della Casa Bianca e ritiene che altezza, massa e dimensioni del nuovo edificio alterino il contesto storico. Secondo la maggioranza della Corte, il disaccordo estetico o culturale con un’opera pubblica non basta necessariamente a creare il danno concreto richiesto dall’Article III della Costituzione.

È questo passaggio procedurale a spiegare perché i lavori possano ripartire nonostante i tribunali inferiori avessero espresso dubbi seri sul progetto. Un giudice federale aveva imposto un’ingiunzione preliminare, poi modificata per consentire interventi di sicurezza. Il 7 agosto la Corte d’Appello del Distretto di Columbia aveva lasciato in vigore quel limite, ritenendo probabile che il Trust potesse dimostrare l’assenza di una sufficiente autorizzazione del Congresso.

Il presidente della Corte, John Roberts, ha dissentito insieme alle giudici Sonia Sotomayor, Elena Kagan e Ketanji Brown Jackson. Roberts ha sottolineato che gli stanziamenti ordinari per la residenza presidenziale e i poteri delle agenzie federali non sembrano equivalere a un via libera per demolire l’East Wing e sostituirla con un complesso finanziato per centinaia di milioni di dollari. Il suo dissenso separa nettamente due concetti: oggi il progetto può avanzare perché il ricorrente potrebbe non avere standing, non perché la Corte abbia riconosciuto la piena autorità giuridica dell’amministrazione.

La trasformazione materiale era iniziata prima del ricorso. Trump annunciò il cantiere nell’ottobre 2025 e, secondo gli atti giudiziari, l’East Wing fu completamente demolita entro il 23 ottobre. Il National Trust presentò la causa a dicembre.

Anche il costo pubblico dichiarato è cambiato nel tempo. Nel luglio 2025 la Casa Bianca parlava di circa 200 milioni di dollari per una struttura di circa 90.000 piedi quadrati, con circa 650 posti a sedere. Oggi una pagina ufficiale indica 250 milioni, mentre la controversia giudiziaria e le cronache del 2026 parlano di circa 400 milioni. L’amministrazione sostiene che il finanziamento provenga da Trump e da donatori privati.

Il fatto che il denaro non arrivi direttamente da un normale stanziamento federale non chiude però la questione. La Casa Bianca resta proprietà federale e il Congresso conserva poteri sulla spesa e sulle opere pubbliche. È proprio su questo confine che si concentra la causa.

Il governo aggiunge un argomento di sicurezza nazionale. Nei documenti depositati alla Corte Suprema, l’amministrazione descrive il progetto come un complesso integrato con strutture militari e spazi protetti per eventi presidenziali e diplomatici. Secondo gli ufficiali citati, un ritardo avrebbe conseguenze per la protezione e per le attività sensibili.

La sospensione concessa dalla Corte Suprema resterà in vigore mentre il governo presenterà la richiesta di esaminare il caso nel merito. Se la Corte rifiuterà, la sospensione terminerà automaticamente. Se invece accetterà il ricorso, i lavori potranno proseguire fino alla sentenza definitiva.

Il prossimo passaggio non riguarda quindi soltanto l’architettura della Casa Bianca. Riguarda il rapporto tra proprietà pubblica, denaro privato, sicurezza e potere del Congresso. Intanto il cantiere continua, e ogni settimana di lavori rende più difficile separare la futura decisione giuridica dalla realtà già costruita.

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Esteri e sport

Davide Orsini — esteri e sport, Filo Civico.