Un cessate il fuoco localizzato è entrato in vigore all'alba nella città di Olesky, nel sud dell'Ucraina, isolata e sotto occupazione russa. La tregua, annunciata dalla first lady statunitense Melania Trump, è stata confermata da Kiev e Mosca, che hanno sospeso i combattimenti alle due del mattino per consentire l'invio di aiuti umanitari. Nel resto del Paese, però, i bombardamenti non si sono fermati, con attacchi notturni segnalati da entrambe le parti, tra cui diverse raffiche di missili balistici diretti verso Kiev.
Olesky è una città situata lungo il fiume Dnipro, che in quel tratto segna la linea del fronte nella regione meridionale di Kherson. Dopo le prime settimane dell'invasione su larga scala iniziata nel febbraio 2022, è finita sotto controllo russo. Dista meno di 10 chilometri in linea d'aria da Kherson, il capoluogo regionale, riconquistato dall'esercito ucraino nel novembre 2022. Gli abitanti rimasti vivono da diverse settimane senza cibo e medicinali sufficienti, secondo quanto riferito da alcuni ex residenti. La città è costantemente minacciata da droni esplosivi, sia russi sia ucraini, che prendono di mira i veicoli, mentre le strade di accesso sono minate. La popolazione è scesa da circa 24mila residenti a poco più di duemila, anche in seguito alle gravi inondazioni del 2023, provocate dall'esplosione di una diga che Kiev attribuisce alla Russia.
La tregua era stata annunciata il giorno precedente da Melania Trump, che aveva parlato di assistenza coordinata per i residenti intenzionati ad allontanarsi, con mezzi di trasporto disponibili «verso la destinazione da loro scelta». Kiev accusa Mosca di voler favorire lo spostamento dei civili verso i territori sotto il proprio controllo. Il ministero della Difesa russo ha replicato che le proprie truppe hanno condotto una «ricognizione tecnica» sul terreno per mettere in sicurezza un corridoio, garantire la consegna di aiuti e consentire l'evacuazione. Mosca sostiene inoltre che la maggior parte delle persone che volevano partire lo ha già fatto. Ucraina e Russia si accusano a vicenda di ostacolare la consegna di viveri e le operazioni di evacuazione.
L'operazione si inserisce in un clima di riavvicinamento tra Vladimir Putin e Donald Trump. Il Cremlino si è detto aperto a ulteriori tregue umanitarie di questo tipo, precisando però che i negoziati previsti per novembre tra Mosca, Kiev e Washington non comporteranno alcun rallentamento delle operazioni militari.
Sul fronte degli attacchi, a Kiev un attacco russo nelle ultime ore ha ucciso una persona vicino a un supermercato e danneggiato strutture mediche. Alle prime luci dell'alba una nuova salva di missili balistici ha colpito la capitale. Il sindaco Vitali Klitschko ha riferito che è stato colpito il Ponte Sud, con danni alle infrastrutture della metropolitana che hanno reso necessaria la sospensione parziale del servizio. Anche a Kharkiv gli attacchi hanno causato vittime: il sindaco Igor Terekhov ha riportato due morti nel distretto di Novobavarsky, con danni a palazzi residenziali, case private e automobili. Oleh Syniehubov, capo dell'amministrazione militare regionale, ha precisato che sono rimasti feriti due uomini di 61 e 77 anni, una donna di 60 anni e una ragazza di 17 anni.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiesto ai partner internazionali strumenti concreti per distruggere i lanciatori di missili balistici russi, sollecitando la rapida attuazione di accordi politici. Il ministero della Difesa russo ha dal canto suo dichiarato di aver colpito nella notte aziende del complesso militare-industriale legate alla produzione di droni e missili da crociera, infrastrutture di trasporto a Kiev e imbarcazioni utilizzate, secondo Mosca, dalle forze armate ucraine. Nei territori occupati, un autobus diretto da Mosca verso la Crimea annessa è stato colpito da un drone ucraino, causando un morto e 31 feriti, secondo quanto riferito dal governatore insediato dalla Russia, Evgueni Balitski. In Russia, attacchi di droni hanno provocato due vittime nelle regioni di confine di Brjansk e Belgorod, secondo le autorità locali.
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