Alla vigilia delle elezioni legislative del 27 ottobre, il premier israeliano Benjamin Netanyahu rivendica i risultati economici degli ultimi anni, affermando in un lungo video diffuso sui social di aver «salvato l'economia d'Israele». Il capo del governo cita gli investimenti diretti esteri, la bassa inflazione, il balzo dei mercati e la diminuzione dei prezzi degli appartamenti come prove della solidità del Paese nonostante le guerre e le tensioni politiche degli ultimi tre anni.
Negli anni, Netanyahu ha proposto diverse «ricette» economiche che hanno provocato forti reazioni in Israele. Tra queste, l'idea di un'economia quasi autarchica, da lui evocata con l'immagine di una moderna «super-Sparta» capace di resistere all'isolamento imposto dai nemici, e l'ipotesi di usare le criptovalute per creare un'economia alternativa e aggirare possibili sanzioni internazionali. Contro queste proposte si sono espresse non solo le opposizioni, ma anche figure e istituzioni di solito più defilate, dal presidente Isaac Herzog alla Banca d'Israele, fino al potente settore hi-tech e ad Arnon Bar-David, capo di Histadrut, il principale sindacato del Paese.
Il quadro economico presenta dati contrastanti. Il settore tecnologico ha continuato a registrare risultati sempre migliori, i mercati hanno messo a segno forti rialzi, i capitali esteri hanno continuato ad affluire e le operazioni di fusione e acquisizione hanno raggiunto un valore di circa 82 miliardi di dollari, comprese le due più grandi acquisizioni straniere nella storia del Paese, Wiz e CyberArk. Dall'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, la Borsa di Tel Aviv ha registrato un rialzo del 130 per cento, mentre lo shekel si è apprezzato del 25 per cento, collocandosi tra le valute con le migliori performance a livello globale. Gli analisti attribuiscono questa solidità al settore tecnologico israeliano e al boom globale dell'intelligenza artificiale, mentre la spesa per la difesa, quasi raddoppiata fino a circa l'8 per cento del Pil, ha fornito un ulteriore impulso.
Questi risultati fanno da contrappeso alle difficoltà vissute da molti cittadini. Hanno pesato l'aumento dei giorni di richiamo in servizio per i riservisti, lo sfollamento interno causato dagli attacchi con missili e droni di Hezbollah e le conseguenze dell'attacco di Hamas alle comunità del sud, vicino a Gaza. Alcune stime parlano di circa 150mila israeliani che hanno lasciato il Paese, tra cui ingegneri altamente specializzati nel settore tecnologico e nell'intelligenza artificiale, mentre la polarizzazione interna della società si è fatta sempre più acuta.
Secondo quanto riportato da Reuters citando alcuni analisti, alcuni investitori vedono margini di crescita ulteriori nel caso in cui l'opposizione sconfiggesse Netanyahu alle urne. Un cambio di governo potrebbe allentare le tensioni regionali e ridurre il rischio politico. JPMorgan stima che lo shekel potrebbe oscillare fino al 3 per cento a seconda dell'esito del voto: una vittoria dell'opposizione, con un possibile miglioramento dei rapporti con gli alleati occidentali e lo stop del controverso progetto di riforma del sistema giudiziario, potrebbe rafforzare la valuta, mentre un nuovo governo guidato dal leader del Likud potrebbe indebolirla. La società IBI Investment House prevede che una vittoria dell'opposizione darebbe slancio ai mercati. Azioni e obbligazioni, però, hanno mostrato notevole resilienza durante gli anni di guerra e di sconvolgimenti politici, e alcuni investitori continuano a fidarsi dell'economia indipendentemente dal risultato.
Il rischio maggiore, secondo diversi analisti, è un esito elettorale inconcludente, che prolungherebbe l'incertezza politica e potrebbe causare oscillazioni di breve periodo, di solito recuperate nei mesi successivi al voto, come mostra una ricerca della Borsa di Tel Aviv sulle ultime dieci tornate elettorali. Dopo aver guadagnato per gran parte dell'anno, i mercati israeliani hanno subito un netto calo all'inizio di ottobre, per poi risalire gradualmente. Nella seduta del 26 ottobre l'indice TA-125 ha chiuso a 4.108,05 punti, in rialzo dell'1,81 per cento.
1
