I democratici americani vedono avvicinarsi la possibilità di riconquistare il controllo del Senato. A poche ore dalle elezioni di Midterm 2026, in programma nella notte italiana, i sondaggi più recenti li collocano in vantaggio in cinque dei sette Stati che decideranno l'equilibrio del potere a Palazzo Madama.
Secondo il New York Times, citato in diverse ricostruzioni della campagna, i democratici sarebbero favoriti in quasi tutti e sette gli Stati in bilico. Il dato pesa perché il risultato in questi collegi determinerà se la maggioranza al Senato resterà repubblicana oppure passerà ai democratici, con effetti diretti sull'agenda della presidenza Trump nel secondo biennio del mandato.
Nella fase finale della campagna il presidente Donald Trump ha tenuto comizi di chiusura, tra cui un appuntamento in Kansas, sostenendo di essere certo di una vittoria «con margine schiacciante». Nelle stesse ore i sondaggi mostrano però un aumento del vantaggio dei democratici, un dato che ha alimentato il confronto politico nelle ultime ore di voto.
Le elezioni di midterm si svolgono a metà del mandato presidenziale e rinnovano la Camera e una parte del Senato. Il loro esito è spesso letto come un giudizio sull'amministrazione in carica, e in questo caso il controllo di Palazzo Madama è il punto più osservato, perché una maggioranza democratica cambierebbe il ritmo dell'attività legislativa e delle nomine che il Senato deve confermare.
In Italia il tema è seguito anche dal mondo politico. Come riportano alcune cronache, il centrosinistra segue apertamente il voto con simpatia per i democratici, mentre il centrodestra mantiene una linea di cautela. Fa eccezione Matteo Salvini, che continua a scommettere su Trump, scelta che distingue il suo partito dal resto della coalizione di governo.
La differenza tra i sondaggi e il voto reale resta un elemento da considerare: i rilevamenti fotografano le intenzioni degli elettori nei giorni precedenti allo scrutinio, e in passato lo scarto tra previsioni e risultati è stato sensibile in alcuni Stati. Per questo gli osservatori invitano a leggere il vantaggio dei democratici come un dato di tendenza, da verificare nelle urne e nei conteggi che seguiranno la chiusura dei seggi.
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