Il presidente russo Vladimir Putin ha proposto un incontro a tre con il presidente americano Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping per discutere della guerra in Ucraina. Lo riporta il Wall Street Journal, secondo cui l'iniziativa punta a negoziare una conclusione del conflitto che favorisca Mosca. Un vertice di questo tipo, senza il coinvolgimento del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, sarebbe senza precedenti e farebbe scattare l'allarme nelle capitali europee.
Secondo il quotidiano finanziario americano, il piano rappresenta un tentativo di Putin di sfruttare il miglioramento dei rapporti con Trump, un riavvicinamento che ha già preoccupato l'Ucraina e i suoi alleati a Washington e in Europa. La proposta arriva mentre l'amministrazione americana insiste sulla necessità di tenere aperto il canale con Mosca, e mentre il fronte diplomatico resta bloccato sul terreno.
Nelle stesse ore Trump ha difeso la propria decisione sulla Russia sostenendo di non voler allontanare Mosca dal tavolo dei negoziati e ha accusato Zelensky di non voler porre fine alla guerra. «Sto negoziando la pace nella guerra tra Russia e Ucraina e non voglio fare nulla che, stupidamente, allontani la Russia dal tavolo delle trattative», ha scritto il presidente americano in un messaggio su Truth. «Si stanno facendo grandi progressi, anche negli attuali negoziati sugli ostaggi», ha aggiunto, senza precisare a quale documento facesse riferimento quando ha parlato della possibilità di firmare «più avanti o in qualsiasi momento» lo voglia.
Trump ha poi collegato la propria posizione al ruolo di Mosca nei confronti di Teheran. «La Russia sta facendo pochissimo, se non nulla, per aiutare la Repubblica islamica dell'Iran rispetto a quanto potrebbe fare, e voglio che continui così», ha affermato, aggiungendo che manterrà questa situazione «a meno che degli stupidi non si mettano in mezzo». Il presidente americano ha quindi attaccato Zelensky per i raid contro le raffinerie russe che producono diesel, sostenendo che il leader ucraino sappia che queste operazioni «stanno danneggiando gravemente i mercati mondiali del diesel, compresi quelli degli Stati Uniti».
Secondo Trump, agricoltori, allevatori e imprese di ogni tipo ne stanno soffrendo, mentre la Russia continua a inviare «a basso prezzo milioni di barili di diesel al mondo». «A Zelensky non importa e, francamente, con tutti i soldi che l'Europa gli sta dando e che il corrotto Joe Biden gli ha dato in passato, non vuole porre fine a questa guerra e probabilmente non l'ha mai voluto», ha accusato il presidente americano. «Avrebbe potuto ottenere un accordo migliore due anni fa rispetto a quello che può ottenere adesso», ha proseguito, descrivendo l'Ucraina come un Paese «a pezzi», con una larga parte del territorio perduta, l'accesso ai mari compromesso e la popolazione maschile ridotta, ferita o morta. «Voglio che questa guerra finisca!», ha concluso.
La proposta di vertice a tre, riferita dal Wall Street Journal, si inserisce in un quadro diplomatico in cui l'Ucraina rischia di restare ai margini del negoziato. L'ipotesi di un incontro tra Putin, Trump e Xi, senza Zelensky, tocca direttamente gli equilibri europei: per Kiev e per i partner della Nato un tavolo costruito senza il governo ucraino rischierebbe di legittimare le posizioni russe sul campo. Le cancellerie europee seguono con attenzione l'evoluzione dei contatti, mentre la Cina, interlocutore sempre più rilevante per Mosca, non ha per ora commentato pubblicamente l'iniziativa.
Il Cremlino non ha confermato né smentito la proposta riportata dal quotidiano americano, e la Casa Bianca non ha fornito dettagli su un eventuale incontro. Resta il fatto che la mossa di Putin, se confermata, sposta il baricentro della trattativa lontano da Kiev e verso un confronto tra grandi potenze, con conseguenze dirette anche per l'Italia e per l'Unione europea, chiamate a fare i conti con un possibile accordo negoziato sopra la testa dell'Ucraina.
5
